«Droga? I giovani si ritrovano spesso in luoghi senza adulti»

Intervista al vicesindaco Artoni sul tema delle dipendenze e del disagio «Come istituzioni ci interroghiamo su come dialogare con gli adolescenti»

GUASTALLA. «Sicuramente rispetto al passato il numero delle agenzie educative si sono assottigliate e come adulti ed istituzioni ci stiamo ponendo il tema di come intercettare i più giovani per avere un confronto con loro». Con Matteo Artoni, assessore alle politiche sociali e vicesindaco di Guastalla, abbiamo affrontato il tema del consumo e dello spaccio di droga nella Bassa, che alcune recenti operazioni delle forze dell’ordine hanno riportato in modo prepotente sotto i riflettori.

«Naturalmente come amministrazione comunale non abbiamo un ruolo nella repressione o nella cura, che sono aspetti che spettano ai carabinieri e all’Ausl. Il Comune però è anche un’agenzia educativa e si deve porre il problema del dialogo con i più giovani, che sempre di più scelgono di ritrovarsi in luoghi dove non ci sono controlli da parte degli adulti».


Matteo Artoni, come vicesindaco, cittadino, ex operatore all’interno di una comunità di recupero, che percezione ha della diffusione della droga a Guastalla?

«Direi che c’è sempre stata, ovviamente. Negli anni però sono cambiati molto aspetti e anche la pandemia ha influito. Gli esperti di droga, ma anche le scuole, ci dicono che i più giovani seguono delle mode. In questo periodo sono ricercate quelle sostanze, specie sintetiche, che aiutano a sopportare l’isolamento, l’angoscia, il fallimento nelle relazioni».

Il Comune in che modo intercetta il fenomeno del consumo e dello spaccio, che naturalmente non riguarda soltanto i ragazzi ma tutte le fasce di popolazione?

«I servizi sociali segnalano casi al Sert quando si è di fronte a casi di tossicodipendenza conclamata. Spesso è un aspetto correlato a tutta una serie di altre problematiche, come la mancanza di lavoro, il di disagio sociale, eccetera».

C’è poi un mondo di consumatori, specie di cocaina, che non vanno al Sert e non chiedono aiuto. Alle istituzioni giungono segnalazioni?

«La gente segnala se ci sono le siringhe per strada o episodi di disturbo della quiete pubblica. Ad esempio, c’era il problema del ritrovo dei consumatori vicino alla stazione ferroviaria, ma grazie alla maggiore illuminazione e all’intervento di Fer è stato arginato. Noi ovviamente come amministrazione non possiamo fare repressione, ma occuparci della prevenzione in senso ampio».

Il responsabile del Sert di Guastalla, Simone Bertacca, ha detto che c’è un problema con i giovani: quelli che consumano droghe non si rivolgono ai loro servizi. Facciamo un passo indietro. Parliamo di giovani in generale. Fuor di retorica, cosa sappiamo di loro? Delle loro dinamiche aggregative, esigenze e problemi?

«Nel 2018 abbiamo avviato il Progetto Giovani con l’associazione Prodigio. Un progetto che non ha una sede ma li va a cercare nei luoghi di aggregazione...».

A proposito, in quella occasione emerse che l’oratorio di Pieve era uno dei luoghi più frequentati dai ragazzi guastallesi. Ma durante la pandemia è stato chiuso, tra l’altro il vescovo, anche recentemente, ha parlato di problemi di droga. Ora dove sono i ragazzi?

«Il flusso di giovani si è spostato in luoghi aggregativi ampi e alternativi, dove non ci sono adulti a controllare. Questo rappresenta un grosso monito per gli adulti. Non possiamo essere i controllori o gli amici dei giovani, ma con loro dobbiamo dialogare».

Anni fa esistevano sicuramente molti più luoghi di aggregazione dove oltre ai giovani c’erano anche gli adulti. Ora?

«Ora c’è una grande offerta sportiva per i ragazzi, ma nel complesso le offerte educative rispetto al passato si sono assottigliate. Gli scout fanno un lavoro importante, l’oratorio don Bosco è attivo, per fare alcuni esempi. Sicuramente c’è un problema che dobbiamo porci e che ci siamo posti come istituzioni. Insieme alla scuola e tutte le altre agenzie educative dobbiamo riproporre un piano per l’adolescenza. Il nostro Progetto Giovani prosegue e abbiamo organizzato eventi su alcuni temi d’interesse e attualità, ad esempio il cyberbullismo o il revenge porn. Dobbiamo fare un passo in più».

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