Scuola di Borzano e don Gigi Lodesani esempi per la Cei

È dedicato a loro un video per la campagna di promozione  sulle offerte ai sacerdoti necessarie al loro sostentamento

ALBINEA. La scuola parrocchiale dell’infanzia San Giovanni Bosco e la comunità di Borzano che vi orbita attorno, sotto la guida di don Luigi Lodesani, sono tra i protagonisti di un video della Conferenza episcopale italiana.

Con immagini e storie esemplari di comunità la Cei sta promuovendo la campagna #donarevalequantofare, che intende sensibilizzare i fedeli alle offerte per i sacerdoti, cioé espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Nel 2020 questo tipo di offerta ha raggiunto circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei paesi del Terzo Mondo e 3.000 sacerdoti anziani. L’importo complessivo si è attestato sopra gli 8,7 milioni di euro, una cifra ancora lontana, rimarca la Cei, dal fabbisogno necessario a garantire a tutti i sacerdoti una remunerazione pari a circa mille euro mensili.


Ideata e prodotta da Casta Diva Group la campagna #donarevalequantofare della Cei (Conferenza Episcopale Italiana), on air da novembre, si snoda tra spot tv, radio e video online oltre alla campagna stampa con lo scopo di approfondire storie di diverse comunità attraverso video interviste e contenuti dedicati. Un viaggio in giro per l’Italia, tra città metropolitane e centri piccoli, a volte piccolissimi. Come, appunto, anche Borzano, 2.200 abitanti, dove don Luigi, per tutti don Gigi, guida l’unità pastorale Sacra Famiglia, composta da quattro piccole parrocchie.

In particolare il video si sofferma sulla scuola parrocchiale, di cui don Gigi è presidente, che da una settantina d’anni è al servizio della comunità.

«Questa scuola è un luogo che tutto il paese sente suo – spiega don Gigi, classe 1976 di origine sassolese e dal 2014 parroco dell’unità pastorale Sacra Famiglia –. Ormai diverse generazioni sono passate in quelle aule, e genitori e nonni sono ancora molto coinvolti nelle attività organizzative e gestionali. In un Comune non tanto grande come il nostro, diventa fondamentale l’appoggio e il sostegno di tutta la comunità, e faremmo fatica a continuare quest’opera se non potessimo contare sul supporto costante delle famiglie e dell’intero paese».

Una scuola, come spiega con commozione una mamma «che ha saputo regalare emozioni ed esperienze irripetibili a mia figlia ed è stata maestra di vita anche per me». Collocata vicino al bosco la scuola, che accoglie 48 bambini, di età compresa tra i tre e i sei anni, ha sfruttato questa posizione geografica per promuovere un metodo formativo che coniuga educazione ecologica e spirituale.

«Grazie al lavoro prezioso della pedagogista Ornella e alle maestre, quando cinque anni fa è uscita la Laudato sì, si è iniziato ad utilizzare anche il bosco come luogo educativo – prosegue don Gigi – dove i bambini vivono a pieno il rapporto con il creato: l’ammirano, provano stupore, lo rispettano, imparano la cura e ringraziano Dio per quello che ci ha donato. Grazie anche all’intervento di alcuni nonni è stato creato un percorso per facilitare l’arrivo dei bambini al “campo base” nel bosco. Durante il percorso attraversano diversi paesaggi naturali: un torrente, una vigna, un canneto, poi il bosco, dove una natura rigogliosa e varia li abbraccia. Sentono i suoni del bosco, gli uccelli, gli spostamenti degli scoiattoli o di altri animali, i suoni del paese in lontananza. Così da settembre a giugno, per due giorni alla settimana, il bosco diventa un’aula a cielo aperto».

«Durante il percorso ci fermiamo a osservare e a raccogliere elementi naturali: foglie, rami, sassi, gusci di piccoli animali, piume – spiega una maestra –. Scopriamo impronte, animaletti, uccelli, ed ogni volta sempre nuove scoperte ci aspettano».

Aggiunge don Gigi «i bimbi imparano a conoscere le piante, gli animali e tutto ciò che li circonda e migliorano le loro abilità motorie, aumentano l’autostima, l’autonomia e la responsabilità. Poi imparano a collaborare gli uni con gli altri e a condividere le loro emozioni; alla fine di ogni esperienza i bambini sono molto felici».

Anche in piena pandemia, il volto sorridente di don Gigi e la scuola dell’infanzia parrocchiale di Borzano, che ha attivato fin da subito la didattica a distanza, sono stati di sostegno e conforto per le famiglie. A loro volta supportati da un intero paese che dona tempo e per il futuro dei propri figli e nipoti.

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