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L’impero del gusto dei fratelli Liu di Rio Saliceto conquista Milano

I fratelli Liu

Il ristorante IYO di Claudio ha ottenuto una stella Michelin: «Siamo reggiani e la nostra fortuna è essere cresciuti qui»

RIO SALICETO. Sono cresciuti a Rio Saliceto, tra gnocco fritto e cappelletti, e grazie alla loro grande passione per la cucina e all’imprenditorialità che hanno respirato in famiglia e in Emilia, hanno conquistato la scena gastronomica milanese. I fratelli Claudio, Giulia e Marco Liu, rispettivamente di 39, 37 e 30 anni, oggi sono celebrati protagonisti dell’alta cucina asiatica in Italia.

Claudio, nel 2007, a 24 anni, ha aperto a Milano IYO in via Piero della Francesca, vicino corso Sempione, ristorante di ispirazione giapponese che nel 2015 è stato il primo a ottenere una stella Michelin nel nostro Paese con una cucina non italiana.


L’imprenditore si è trasferito in Lombardia a 21 anni, dove ha iniziato a lavorare al ristorante Acquario, accanto al padre Xue Zhen. Nel 2019, nel cuore di Porta Nuova, ha inaugurato il sushi banco tradizionale IYO Omakase e il fine dining di cucina libera AALTO che è stato premiato con una stella Michelin nell’edizione 2021 della guida.

Claudio Liu lunedì sera è stato protagonista di un evento esclusivo nella “Limonaia” della tenuta Venturini Baldini. Lo chef e il suo staff hanno infatti proposto le loro prelibatezze a base di pesce, che sono state accompagnate dai vini della tenuta di Roncolo di Quattro Castella dei coniugi Julia e Giuseppe Prestia. Per Liu si è trattato di un ritorno a casa, viste le origini reggiane, nelle vesti di acclamato chef.

«Spesso dico che sono di Correggio per far capire di dove sono perché il paese è più conosciuto grazie Ligabue – dice Claudio Liu –. Noi siamo reggiani e ci diciamo sempre che la nostra fortuna è essere cresciuti a Rio Saliceto, dove abbiamo imparato ad essere spontanei e simpatici. Reggio ha una grande cultura gastronomica e se abbiamo raggiunto certi livelli lo dobbiamo anche a questa terra».

Il fratello Marco gestisce dal 2011 il ristorante Ba di via Raffaello, che propone la cucina tradizionale cinese, in una versione di alto livello. La sorella Giulia dal 2015 ha aperto il Gong Oriental Attitude di corso Concordia, che propone l’alta cucina cinese in chiave contemporanea.

Un impero del gusto, costruito rimboccandosi le maniche e tenendo, “reggianamente”, un profilo basso, che non ha mancato di farsi apprezzare da critica e soprattutto clienti.

La famiglia Liu ha accolto una sfida tutt’altro che banale: proporre una cucina asiatica di alto livello, in un contesto dominato da ristoranti cinesi o locali sushi economici e dal gusto standardizzato.

Claudio Liu ha saputo proporre una cucina di influenza giapponese incentrata sulla qualità elevata, così come è nella vera natura di questa raffinata tradizione. «Ho sempre investito in strutture e attrezzature di ultima generazione. La cucina, ad esempio, l’abbiamo resa a vista per i clienti ma anche per chi è in strada. Il passo successivo è stato investire sul personale, per avere professionisti preparati». E così IYO si è rapidamente smarcato dal concetto, limitante, di locale “etnico”.

Oggi Claudio Liu ha 70 dipendenti (solo quattro cinesi, tanto per smentire il luogo comune di una cultura chiusa in se stessa) e ha navigato con successo anche le acque agitate della pandemia grazie alle consegne a domicilio sulle quali aveva già iniziato a puntare prima dell’emergenza Covid. «Nel 2018 ho aperto Aji Oriental Take-Away Delivery. Ora stiamo progettando di aprirne un altro nella zona Sud di Milano, in modo da poter coprire tutta la città». La cucina giapponese, tra l’altro, si presta bene alla consegna a domicilio in quanto molti piatti sono freddi.

Il successo dei fratelli Liu è una storia esemplare. Il padre Xue Zhen arrivo negli anni ’80 dallo Zhejiang a Parigi, dove da lavapiatti divento cuoco. Si trasferì poi a Milano, approfittando di una sanatoria, dove mise a frutto le sue capacità di intagliatore del legno. Poi l’arrivo nel Reggiano. «A Rio Saliceto i miei genitori aprirono una delle prime ditte di confezioni gestite da cinesi» racconta.

Claudio ha vissuto dagli 8 ai 21 anni a Rio Saliceto e si è diplomato in ragioniera, a Carpi. Anche i fratelli hanno frequentato le scuole della zona. «Torniamo spesso a Rio Saliceto e i nostri amici ci vengono a trovare a Milano».

Gli ex ragazzi di Rio Saliceto hanno fatto strada ma il legame con il paese dove sono cresciuti è rimasto forte.

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