Imprigionato nella colla per topi barbagianni viene salvato e curato

Durante la caccia il rapace notturno è incappato nella micidiale trappola anti-ratti. Ora è “ricoverato” al Rifugio Matildico. Chiapponi: «Pericolosa, andrebbe vietata»

REGGIO EMILIA. Un povero barbiagianni – bellissimo rapace notturno dal piumaggio candido – nei giorni scorsi è rimasto vittima di una delle armi anti-ratti più micidiali: la colla per catturare i topi.

Un trappola crudele, che rischia non solo di far morire nel più terribile dei modi i piccoli roditori, ma anche di danneggiare l’altra fauna. Come in questo caso, successo a Reggio Emilia.


Per fortuna, qualcuno si è accorto di lui intrappolato nella colla prima che fosse troppo tardi e si è subito mobilitato per aiutarlo.

È stato portato al Rifugio Matildico, “l’ospedale” degli animali selvatici che si trova a Caverzana di San Polo. Che ancora una volta ha confermato di essere un prezioso punto di riferimento sul territorio, per chi si adopera per aiutare gli animali.

I volontari come sempre si sono subito messi all’opera per cercare di togliere la colla, con tutte le accortezze del caso, dal piumaggio del barbagianni.

Per fortuna, la situazione non era troppo grave, il piumaggio non troppo compromesso.

E l’animale tra pochi giorni, non appena sarà completamente ripulito e pronto a spiccare di nuovo il volo, verrà liberato e potrò tornare a dominare sui cieli della città. Speriamo che non cada più in questa trappola terribile.

Ivano Chiapponi, fondatore del centro sulle colline di San Polo, lancia un messaggio: «Questo metodo di cattura dei topi dovrebbe essere vietato, può provocare gravi danni alla fauna selvatica e non solo: fa stragi di piccoli animali, ricci, uccellini, civette e altro».

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