I vicini non cedono la terra per la strada Isolati per 20 anni Arriva l’esproprio

Famiglia di Bora di Civago poteva arrivare a casa solo a piedi Il sindaco Sassi risolve il problema: pronto il collegamento

Adriano Arati

VILLA MINOZZO. Una nuova strada pubblica per rompere vent’anni di “isolamento”. In questi giorni è in via di completamento un intervento urbanistico a La Bora di Civago, un piccolissimo borgo a circa un chilometro dal paese dell’alta valle del Dolo.


L’opera consiste in un breve collegamento pubblico tra una casa privata e via Adriano Gigli, la strada che conduce all’area partendo da Civago.

L’intervento è stato effettuata al termine delle procedure di esproprio avviate dal Comune di Villa Minozzo per risolvere una questione che si protraeva da vent’anni.

Alcuni proprietari delle altre abitazioni della Bora non hanno mai voluto concedere ai residenti della casa “scollegata” il permesso di realizzare un passaggio adatto alle automobili sul proprio terreno, le discussioni, le richieste e gli atti ufficiali si sono protratti progressivamente sino a oggi. In questo lungo periodo, la famiglia coinvolta ha dovuto arrangiarsi alla meno peggio utilizzando uno stretto e ripido passaggio pedonale, per portare all’interno oggetti di grandi dimensioni o spese abbondanti era necessario adoperare carriole. Postini, corrieri, personale sanitario o semplici conoscenti hanno sempre dovuto lasciare i propri mezzi a valle, per poi muoversi a piedi lungo la salita. Non si parla di chilometri, la strada impiantata dall’azienda edile locale avrà una lunghezza di poche decine di metri, non di più. Un pezzetto di terra e bosco, su cui però si è ancorata la fermezza dei vicini (che non vivono a Civago per tutto l’anno), che si sono sempre rifiutati di trovare un accordo. La soluzione è arrivata solo con l’intervento diretto dell’amministrazione comunale e in particolare del sindaco Elio Ivo Sassi, che ha deciso di procedere con l’esproprio diretto del minuscolo appezzamento per questioni di interesse pubblico. Una volta avuto il via libera del tribunale, è stato formalizzato l’incarico per la costruzione del passaggio in asfalto sino alla casa. «Non era possibile che una famiglia fosse isolata, che fosse costretta a ricorrere alle carriole per portare la spesa e che non potesse essere raggiunta da un portalettere, da un medico o, se ce ne fosse bisogno, da un’ambulanza», riflette ora Sassi. «Oltretutto in una delle perle turistiche d’Appennino, un luogo accogliente come Civago. Sono persone che hanno deciso di rimanere a vivere in montagna, in un borgo di Crinale, e non hanno avuto nemmeno la possibilità di arrivare in auto davanti alla propria abitazione: questo non era sensato. Così abbiamo deciso di intervenire con l’esproprio, era una questione di interesse pubblico e abbiamo voluto arrivarci in fondo».

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