Cinque nuovi agenti per la polizia locale ma altri tre chiedono di essere trasferiti

Una brutta notizia per un corpo da tempo sotto organico Savina (FdI): «Che non rallenti la divisione in tre aree»

montecchio. Mentre il corpo di polizia locale dell’Unione Val d’Enza si prepara, domani, all’arrivo di cinque nuovi agenti, arruolati attraverso il bando dei mesi scorsi, arriva la notizia che in tre hanno chiesto di essere trasferiti. Non una buona notizia per un corpo che fa i conti con una cronica carenza di organico. Due agenti hanno fatto richiesta di mobilità già alcuni mesi fa; nelle scorse settimane anche un altro ha avanzato la richiesta di trasferimento: è il vice comandante Amato Cabiddu. Un colpo di scena che alimenta le polemiche, mai sopite, sulla polizia locale della Val d’Enza.

È Paolo Savina, capogruppo di Fratelli d’Italia per l’Unione Val d’Enza a intervenire dai banchi dell’opposizione: «Questo fatto risulta estremamente dissonante a fronte della recente notizia dell’inserimento di cinque agenti ancora non entrati in servizio, a rafforzamento del corpo, che comunque risulterebbe ugualmente sottodimensionato rispetto alle 40 unità ottimali previste nel progetto iniziale. Ci siamo attivati con i vertici dell’Unione stessa per avere chiarimenti in merito e con qualche legittima reticenza, di fatto abbiamo avuto conferma della circostanza, ma siamo altresì stati rassicurati sul fatto che l’ente abbia già messo in campo tutto quanto in suo potere per arginare “l’emorragia”».


Sullo sfondo resta l’eco dell’inchiesta che nel 2018 ha decapitato i vertici del corpo: il processo per l’ex vice comandante Tito Fabbiani, la compagna agente e l’ex comandante è in corso e l’ultima udienza risale e pochi giorni fa. Così come in ballo c’è il futuro stesso del corpo unico, ora che in Unione la delega è nelle mani del sindaco di Campegine, Giuseppe Artioli, che crede molto in una nuova ripartizione del personale, tra i territori della Val d’Enza. Il progetto parla di tre distretti: l’area Sud San Polo, Canossa e Montecchio; l’area centrale con Cavriago e Bibbiano; l’area Nord con Campegine, Gattatico e Sant’Ilario. «Auspichiamo che il progetto condiviso in sede di incontro con le opposizioni, inerente la ripartizione in tre sub ambiti del lavoro del Corpo non debba subire battute d’arresto proprio ora – continua Savina sul punto –. Il sospetto che la fuoriuscita di queste voci dagli ambienti dell’ente sia stata pilotata ad arte c’è, segno che qualche resistenza al cambiamento all’interno del corpo è presente e non sarà facile da rimuovere». «Come opposizione in Consiglio, non possiamo poi che auspicare e sollecitare la creazione del tavolo condiviso, sotto forma di commissione consiliare, per la gestione di questa transizione, che siamo certi porterà benefici in termini di visibilità e presenza del corpo sui nostri territori. Così come gruppo consigliare presenteremo una mozione in tal senso da inserire all’ordine del giorno nella seduta del consiglio già questo mese».

Daniela Aliu

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