La pandemia ha devastato i bimbi «Il 60% sviluppa ansie e disturbi»

A raccontarlo sono gli esperti che hanno preso parte all’evento organizzato dal Lions club di Albinea  sul Covid e la salute mentale

reggio emilia. La pandemia non è esclusivamente un evento medico ma rappresenta un fenomeno con effetti psicologici, sociali ed economici, con un aumento di ansia, depressione, insonnia e sintomatologia post-traumatica nella popolazione.

Questa la prima emergenza segnalata nel convegno: “L’impatto della pandemia Covid-19 sulla salute mentale e indicazioni di trattamenti di dimostrata efficacia”, tenutosi a palazzo Dossetti e organizzato dal Lions club Albinea Ludovico Ariosto e dalla presidente Silvia Grendene, psicoterapeuta, con il patrocinio di Unimore, Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Reggio Emilia e Ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna.


L’isolamento sociale, il distanziamento, il senso di incertezza e precarietà o la paura della morte sono gli aspetti principali che hanno determinato lo sviluppo di stati emotivi intensi, a volte tali da compromettere il benessere e la qualità di vita delle persone. Come il provare ansia intensa e improvvisa, il bisogno eccessivo di disinfettare se stessi e l’ambiente, difficoltà ad addormentarsi o risvegli notturni e incubi, disturbi dell’alimentazione. Il quadro che emerge, secondo gli esperti che hanno partecipato al convegno, è che l’età evolutiva è la fascia di popolazione che ha sicuramente subito il maggior numero di restrizioni.

«Le ripercussioni psicologiche più importanti – spiegano – le riscontriamo soprattutto nella fascia dei giovani adolescenti- Più del 60% dei bambini fino a sei anni e il 70% di quelli fra i 6 e 18 anni ha mostrato sintomi e segni visibili di sofferenza psicologica come ansia da separazione e disturbi alimentari nei bambini più piccoli, depressione e disturbi del sonno nei ragazzi. In letteratura sono stati raccolti pochi dati sugli adolescenti, la cui sofferenza è stata spesso vissuta dietro la porta delle loro camere senza chiedere aiuto».

L’adolescenza è già di per sé una fase di vita complessa e «la pandemia ha esacerbato il senso di fragilità, incertezza e isolamento. Si è registrato un aumento di tentati suicidi e comportamenti auto lesivi, ovviamente laddove esisteva già una situazione di fragilità emotiva. Il rischio è la sottostima del grado di sofferenza e di ritrovarsi a mettere in atto interventi di cura troppo tardi, o comunque quando la sofferenza è già a un livello clinico importante».

Quindi è importante «sensibilizzare i genitori nel non trascurare la qualità del proprio benessere perché per un genitore prendersi cura di sé equivale a prendersi cura del benessere dei propri figli». Gli esperti aggiungono che «l’aiuto psicologico è importante laddove esista una sofferenza clinica. È comunque fondamentale per i bambini e gli adolescenti sentire di potersi affidare a figure di riferimento solide, vivere in un ambiente protettivo e tutelante in grado di ascoltare i loro bisogni e di infondere n senso di sicurezza».

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