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«Droga, i ragazzi non vengono nei Sert ma il problema c’è: lavoriamo per aiutarli»

Il servizio della Bassa segue 238 tossicodipendenti. Bertacca: «Cocaina la più diffusa; tra indiani e pakistani problema oppio»

GUASTALLA. «Da quattro anni la cocaina è la droga più consumata dalle persone che accedono ai nostri servizi. È una statistica nazionale e Guastalla non fa eccezione». Simone Giuseppe Bertacca è il responsabile del Servizio dipendenze patologiche di Guastalla. Per dieci anni ha lavorato a Parma, dove si è segnalato, tra le altre cose, per aver condotto alcune ricerche sul consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani che hanno avuto la ribalta nazionale.

Sballo a basso costo


La grande diffusione della cocaina nel nostro territorio per il dottor Bertacca ha una spiegazione semplice. «Oggi costa molto poco, 20-30 euro a dose, mentre in passato poteva costare anche 600mila lire. Più si abbassa il prezzo e più aumenta la richiesta».

L’offerta, dunque, genera la domanda e non il contrario: ce n’è tanta e di conseguenza viene utilizzata molto.

«La cocaina è una droga consumata dal quindicenne al settantenne. Magari il professionista la assume con motivazioni diverse dal ragazzino, perché è una droga cosiddetta performativa. La sostanza è la stessa per tutti, le motivazioni per le quali viene consumata cambiano. Ad esempio, i ragazzi la usano nei rave dopo aver assunto altre sostanze: prima si beve, poi si usa ecstasy, poi marijuana e quando subentra la stanchezza ecco la cocaina. Per finire si fuma l’eroina. Il mix di sostanze è un po’ la particolarità del nostro tempo. Spesso la cocaina viene assunta nel fine settimana insieme all’alcol e in questo modo gli effetti di entrambe le sostanze vengono potenziate: questo favorisce i comportamenti aggressivi perché toglie i freni inibitori. L’utilizzo concomitante di cocaina ed alcol produce una terza sostanza, nota come cocaetilene».

La cocaina è una sostanza che dà dipendenza e comporta vari rischi, tra cui quello di alterare la personalità in caso di uso prolungato. «Il prezzo si è abbassato anche perché viene tagliata con robaccia che può rivelarsi ancora più pericolosa della sostanza stessa».

Il Sert di Guastalla, che serve tutto il distretto, ha in trattamento 238 tossicodipendenti, 61 alcolisti e 6 giocatori d’azzardo.

L’utenza “storica”, composta da ex eroinomani, viene trattata con il metadone.

I nuovi accessi riguardano invece persone che abusano soprattutto di cocaina, che è comunque una sostanza utilizzata anche dagli utenti più vecchi del Sert, come sostanza cosiddetta secondaria.

Mondo sommerso

Il Sert intercetta soltanto una parte delle persone dipendenti o utilizzatrici di sostanze stupefacenti. Non tutti gli utilizzatori diventano dipendenti e non tutti sentono il bisogno di essere aiutati. La sfida per Bertacca riguarda i giovani. «Con loro abbiamo un problema perché non vogliono accedere a un Sert e mescolarsi con un certo tipo di utenza, quella dei tossicodipendenti di una certa età, tanto per intenderci. Stiamo lavorando a un progetto per intercettare maggiormente i giovani. Abbiamo bisogno anche di un luogo d’incontro meno visibile, perché quella attuale è in circonvallazione a Guastalla. C’è una fascia giovanile che consuma nel fine settimana sostanze come ketamina, special k, Ghb (che è nota come droga dello stupro). Questi ragazzi non vengono da noi se non portati per un orecchio dai genitori. Bisogna lavorare su questo aspetto, per far conoscere ai ragazzi i rischi, perché alcune delle sostanze che usano magari non danno dipendenza, però in alcuni casi possono avere conseguenze fatali».

Sos oppio

Se il consumo di droga è una costante ad ogni latitudine, i contesti sociali hanno delle loro peculiarità. «A Parma, così come in ogni città più grande, c’è un’utenza più aggressiva. A Reggio Emilia so che c’è un problema di ragazzi sbandati. A Guastalla invece le persone che accedono ai nostri servizi sono spesso inserite socialmente e molto educate con gli operatori. L’aspetto nuovo che ho trovato qui riguarda gli indiani e pakistani, tra cui si riscontra il problema del consumo dell’oppio, che viene fumato. È una criticità che ho scoperto qui».

Il personale del Servizio dipendenze mette in atto diverse strategie per aiutare i tossicodipendenti. «Non esiste però il vaccino contro la cocaina. Esistono delle strategie, un giocare a scacchi con il disturbo. Ci vogliono, soprattutto, persone capaci di parlare con i tossicodipendenti».

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