Traffico di stupefacenti nella Bassa: almeno 20 viaggi dall’Olanda con la droga

I dettagli dell’inchiesta Maffi: secondo gli investigatori sono stati mossi almeno 30 chilogrammi di cocaina

GUASTALLA. La criminalità di matrice albanese non è più, da anni, subordinata a quella italiana. La vasta operazione contro il traffico internazionale di cocaina, condotta dal comando provinciale della Guardia di finanza di Bologna e coordinata dalla Dda, ha messo in luce la capacità di alcuni soggetti provenienti da oltre Adriatico di operare in modo del tutto autonomo sul nostro territorio (in passato la criminalità albanese si era segnalata soprattutto per i traffici di marijuana ed eroina).

I promotori dell’associazione a delinquere, Okland Beqiraj, detto “Holly”, 41 anni, residente a Guastalla e Bledar Dervishi, detto “Jack” o “Zeka”, 40 anni, residente a Correggio, potevano contare sulla collaborazione di due connazionali residenti in Olanda. Va considerato che il porto di Rotterdam e quello di Anversa (in Belgio) sono attualmente i principali luoghi d’ingresso della cocaina in Europa e hanno scalzato la Spagna.


L’operazione Maffi ha coinvolto 17 persone, dai capi fino ai cavalli addetti allo spaccio. I pesci piccoli, clienti fissi degli albanesi, sono reggiani ed erano addetti allo smercio della cocaina a Guastalla, Reggiolo, Mantova e Modena.

La Guardia di finanza, per non pregiudicare le operazioni, ha evitato di fermare i consumatori e dunque non ha un quadro preciso di chi fossero (e del resto investigativamente parlando avrebbe nuociuto all’economia dell’indagine).

Molte attività di spaccio avvenivano attraverso applicazioni difficilmente intercettabili, come Whatsapp, mentre le telefonate erano sempre estremamente criptiche ed ovviamente molto sospette.

Le indagini hanno consentito di accertare che dal 2018 al 2019 l’organizzazione ha compiuto almeno 20 viaggi tra l’Italia e l’Olanda. Lo testimoniano gli accertamenti telefonici ma anche i controlli sui Telepass dei corrieri.

Le indagini hanno consentito di intercettare alcuni carichi, uno di 1,2 kg a Reggiolo e un altro di 5 a Vipiteno. Una stima prudenziale consente di ipotizzare che la banda abbia mosso almeno 30 chilogrammi di cocaina (7,5 dei quali sono stati trovati nascosti in doppi fondi realizzati da officine compiacenti). Ma va ricordato che il 9 novembre, in un casolare di Campagnola in uso all’ex brigadiere Costanzo Sanna, sono saltati fuori 85 chili di cocaina e hascisc. Questo mega sequestro è impressionante perché è avvenuto quando ormai la rete intorno ai trafficanti si era stretta ed erano stati eseguiti degli arresti: questo non ha evidentemente scoraggiato l’attività della banda.

Le fiamme gialle nel corso delle indagini hanno posto sotto sequestro 6 immobili, cinque tra auto e moto, 22 conti correnti, tre attività commerciali, cinque terreni ad Alessandria e una società di capitali a Macerata. A Roncoferraro di Mantova sono saltate fuori delle armi rubate.

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