I traffici di Holly e Jack, importatori di cocaina con base a Guastalla

Il capo dell’organizzazione di trafficanti vive nella Bassa. Col suo braccio destro andava in Olanda e gestiva i corrieri

GUASTALLA. I due capi dell’organizzazione di trafficanti di cocaina, sgominata dalla Guardia di Finanza e dalla Dda di Bologna, con l’operazione Maffi, vivono nella Bassa. Okland Beqiraj, detto “Holly”, 41 anni, vive a Guastalla. Bledar Dervishi, detto “Jack” o “Zeka”, 40 anni, è invece residente a Correggio.

I due, che sono rinchiusi nel carcere di Reggio, venerdì sono comparsi davanti al gip di Bologna, assistiti dagli avvocati Domenico Noris Bucchi e Luigi Scarcella, e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I legali hanno chiesto di sostituire la custodia cautelare in carcere con la detenzione domiciliare e il giudice si è riservato la decisione.


Il quadro indiziario nei loro confronti è pesante. Per gli inquirenti Beqiraj organizzava e coordinava gli approvvigionamenti di cocaina dall’Olanda e dalle Marche. Dervishi era subordinato soltanto al Beqiraj e trattava di persona con i fornitori di cocaina in Olanda. Aveva anche il compito di precedere i corrieri, per assicurarsi che il tragitto fosse sicuro.

L’organizzazione era composta da 17 persone, quasi tutte gravitanti nella bassa reggiana. A undici di loro è contestata l’associazione a delinquere, mentre sei avrebbero ruoli marginali.

I corrieri, come scritto ieri, erano due, tra cui l’ex brigadiere Costanzo Sanna, sassarese residente a Reggiolo, che aveva anche in uso un casolare a Campagnola dove martedì sono stati trovati 85 chilogrammi di cocaina e hascisc.

Per gli inquirenti il ruolo apicale di Beqiraj è testimoniato dalle intercettazioni, dove, ad esempio, spiega a Dervishi come smerciare la cocaina.

Il 31 ottobre 2019 i due albanesi furono arrestati al casello di Reggiolo con un chilo e due di droga nascosta dietro al tachimetro della loro Bmw serie 5. Beqiraj allora ordinò a Dervishi di assumersi la responsabilità della detenzione della droga e di scagionarlo. Per quella vicenda i trafficanti hanno patteggiato tre anni di reclusione e sono finiti ai domiciliari.

Le fiamme gialle hanno seguito le loro mosse per mesi e li hanno anche intercettati quando in Olanda hanno incontrato i fornitori della Cocaina. Dell’organizzazione faceva parte anche Olaf Beqiraj, cugino di Okland, che si occupava dello smercio nelle Marche.

Nella bassa reggiana c’erano poi alcuni “cavalli” addetti allo smercio al dettaglio, cinque dei quali sono reggiani.

J. D. P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA