Settant’anni fa la piena che distrusse la Bassa. Ma il record del Po è del 2000

L’esondazione del 14 novembre del ’51 ebbe conseguenze tragiche. Ma il livello più alto fu raggiunto dal Po 49 anni dopo: 9,06 metri

BORETTO. Quante volte in passato il Po ha “fatto le bizze”? Non è solo l’alluvione del 1951 a essere ben impressa nella memoria della gente della Bassa. Nel corso di questo secolo, la piena che ha lasciato per ora il ricordo più forte è quella del 2014, culminata con il livello idrometrico di 7 metri e 54 centimetri raggiunti a Boretto. Il record però appartiene ancora alla “grande piena” dell’ottobre 2000, la più imponente mai registrata, che toccò quota 9 metri 6 centimetri.

La piena del 1951. Ancora oggi, i ricordi legati a quel periodo fanno male. La piena di quell’anno fu un evento traumatico che segnò le genti e le tenne lontane dalle loro case per mesi. Le precipitazioni interessarono pressoché tutto il bacino del Po nel periodo precedente il 14 novembre.


In quell’occasione anche parte della Bassa reggiana venne inondata dalla piena del Po. Gualtieri, Santa Vittoria, Pieve Saliceto, Boretto, Brescello, Meletole e Fodico vennero raggiunti dall’acqua che in quella notte tracimò dal torrente Crostolo (o meglio dalla famigerata “falla del Torrione” ). La piena ebbe effetti ancora più devastanti nel Polesine.

La piena del 1994. Nei primi giorni di novembre di quell’anno le precipitazioni furono particolarmente abbondanti sul bacino occidentale del Po. La proiezione dei profili di piena diedero la probabilità di quote similari a quelle dal 1951 e fu pertanto emesso un appello dalla Protezione civile alla popolazione in cui si chiese l’aiuto per il rinforzo degli argini con sacchetti di sabbia, nonché per la sorveglianza contro i fontanazzi.

Dopo una preoccupata attesa arrivò l’onda di piena, un’onda non con un elevato livello ma molto lunga. Nelle ore antelucane del 9 novembre venne raggiunto il colmo all’idrometro di Boretto, il quale segnò 8,43 metri sopra lo zero. Tutto parve sotto controllo ma poche ore dopo cedette, per quanto difeso, l’argine di protezione della piccola frazione brescellese di Ghiarole. In seguito gli argini subirono un importante rinforzo, un intervento che si rivelò determinante sei anni dopo, nel 2000, quando arrivò la piena record.

La piena del 2000. In seguito ad abbondanti precipitazioni che si susseguirono per giorni il livello del Po salì inesorabilmente e con esso anche la paura fra i residenti della Bassa. Il 19 ottobre venne registrato il colmo dell’onda di piena tra le 9 e le 10 di mattina, con 9,06 metri sullo zero idrometrico a Boretto.

La piena si presentò con dimensioni mai registrate prima e venne accompagnata da una grande paura in quanto il rischio di esondazione si fece realmente concreto. In molti temettero un tragico “bis” del 1951 ma grazie all’incessante lavoro di centinaia di volontari il grande fiume non fece scherzi e pian piano rientrò. Quell’evento, a causa delle sue incredibili proporzioni, resterà per sempre nella memoria collettiva come la “piena del secolo” , che fece tremare di paura migliaia di persone e i cui ricordi sono ancora ben impressi nella memoria di tutti.

La piena del 2014. Fu la terza piena più importante dell’ultimo ventennio. Lo dicono i dati, che videro quel fenomeno (arrivato a un picco di 7 metri e 54 centimetri a Boretto) superato soltanto da quelli del 1994 e del 2000. Più in generale, se andiamo a ritroso sino all’inizio del secolo scorso, si può notare che dopo il 1951 – anno della piena che segnò l’allagamento di migliaia di ettari nel nord est – il Po preoccupò anche nel 1976 e 1977, arrivando intorno ai 7 metri e 60. Se ampliamo il nostro raggio di osservazione dall’inizio del 1900 a oggi, si può notare come il grande fiume abbia superato la soglia dei sette metri per ben quattordici volte.