Il rinvio a giudizio riguarda 17 imputati

REGGIO EMILIA. Sarà il processo in rito ordinario davanti al collegio, che partirà l’8 giugno 2022, a stabilire se il sistema degli affidi nella Val d’Enza fosse lecito oppure no. Tuttavia la dura condanna (4 anni) per lo psicoterapeuta Claudio Foti e il numero di capi imputazione (97) per cui è stato disposto il rinvio a giudizio per 17 persone (sei di queste hanno visto alleggerirsi la loro posizione) rappresentano un primo risultato ottenuto dalla Procura di Reggio Emilia rappresentata dal pm Valentina Salvi, che ha coordinato le indagini dei carabinieri. L’inchiesta Angeli & Demoni sul presunto sistema di affidi illeciti nell’Unione Val d’Enza è stata resa pubblica il 27 giugno 2019: all’epoca i capi di imputazione erano un centinaio, 24 gli indagati, in primis Federica Anghinolfi, ex responsabile dei Servizi sociali dell’Unione Val d’Enza, considerata al centro di un sistema distorto di allontanamenti facili di minori e di affidi in via preferenziale a coppie omosessuali. I reati contestati sono, a vario titolo, peculato d’uso, abuso d’ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, frode processuale, depistaggio, rivelazioni di segreto in procedimento penale, falso ideologico in atto pubblico, maltrattamenti in famiglia, violenza privata, lesioni dolose gravissime, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il pm Salvi ha dato avvio all’inchiesta perché insospettita da una trentina di casi fotocopia (non sfociati in denuncia) in cui i genitori naturali lamentavano l’incubo di essere stati dipinti come orchi senza motivo: da qui il nome dell’inchiesta.

Am.P.


© RIPRODUZIONE RISERVATA