Usciti di scena cinque indagati Deciso il non luogo a procedere

Fuori dal processo anche la 56enne Daniela Scrittore referente del Comune di Reggio per la programmazione delle politiche familiari

REGGIO EMILIA. Nella sentenza emessa ieri in tribunale a Reggio Emilia il non luogo a procedere ha riguardato cinque persone.

Attilio Mattioli (64 anni di Reggio Emilia, dirigente responsabile dello staff “Organizzazione e sviluppo risorse umane” dell’Ausl, l’unico rimasto dei rappresentanti dell’azienda sanitaria, che aveva un unico capo d’imputazione caduto); Nadia Campani (49 anni di Quattro Castella, responsabile dell’ufficio di piano dell’Unione Comuni della Val d’Enza e già in attesa di proscioglimento), Barbara Canei (45 anni di Reggio, istruttrice direttiva amministrativa del servizio sociale) e Sarah Testa, 35 anni di Torino, psicoterapeuta del centro Hansel & Gretel gestito da Foti.


Infine Daniela Scrittore, 56 anni di Reggio, referente per la Programmazione politiche familiari del Comune di Reggio Emilia. Per lei «non luogo a procedere in ordine al reato ascrittole perché non punibile ai sensi dell’articolo 376 del Codice penale», formula che indica una sorta di ritrattazione.

«In realtà la Scrittore non aveva mentito, semplicemente l’interrogatorio le ha permesso di chiarire il senso delle precedenti dichiarazioni», ha spiegato l’avvocato difensore della donna, Liborio Cataliotti.

In fase di indagini la 56enne «era anche accusata di abuso di ufficio in concorso con Mattioli, reato da cui era stata prosciolta a seguito del riesame cautelare reale da me presentato – conclude l’avvocato reggiano –. Esprimo pieno compiacimento, come difensore e sul piano umano, per la pronuncia di proscioglimento di Daniela Scrittore dall’accusa di sviamento di indagine, che fa il paio con quella già ottenuta in fase di indagini dalla altrettanto infamante accusa di concorso in abuso di ufficio».

Di fatto il Comune capoluogo esce quindi completamente di scena dal processo sui presunti affidi illeciti in Val d’Enza, tanto quanto l’Ausl reggiana.

Parole di soddisfazione anche sull’assoluzione della Benati che, come Foti, aveva richiesto di procedere con il rito abbreviato.

«Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato ieri il difensore della donna, il legale Luigi Scarcella –. La pronuncia di assoluzione per insussistenza del fatto, quindi con la formula più ampia possibile, dimostra che è stata accolta pienamente la tesi difensiva. Abbiamo dimostrato che la dottoressa Benati non ha posto in essere alcuna delle minacce che le venivano contestate». L’interessata si è detta «molto contenta per la sentenza. L’esito favorevole dimostra che ho dichiarato sempre la verità».

Am. P.

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