Una pioggia di denaro per risarcire le parti civili

REGGIO EMILIA. Oltre al risarcimento danni da liquidarsi in separato giudizio, Claudio Foti è stato condannato alla refusione delle spese di costituzione e difesa alle partici civili: oltre a due famiglie (a una di queste, due fratellini e i genitori, 10mila euro), lo psicoterapeuta dovrà versare 3.326 euro all’associazione “Gens nova” ammessa al patrocinio dello Stato, quasi 5mila euro all’Unione val d’Enza, Unione dei Comuni modenesi area nord, Ausl di Reggio Emilia, Regione, Comune di Montecchio e altri 5mila euro in favore del ministero della Giustizia.

Amministrazioni e associazioni a parte, sulla trentina di casi sospetti che diedero il “la” all’inchiesta scandalo condotta dai carabinieri sono una decina le famiglie che si sono viste togliere i figli: di queste otto si sono costituite parte civile e ieri erano presenti quasi tutte in aula. «È un po’ merito vostro se siamo arrivati ad oggi», ha dichiarato un nonno accompagnato dal suo legale, che ha voluto essere presente nonostante la bimba (quella del disegno alterato) sia tornata a casa e si sia ripresa.


«Sono molto soddisfatta – ha commentato l’avvocato Marta Rovacchi che, insieme all’avvocato Nicola Tria, rappresenta la famiglia il cui caso ha rappresentato uno dei due casi pilota che hanno portato alla condanna di Foti –. Soddisfatta sia perché ha retto l’impianto accusatorio sia perché le marginali richieste di proscioglimento sono in linea con quanto la Procura aveva proposto. Foti è stato ritenuto colpevole per lesioni gravissime sui minori che io rappresento».

Am. P.

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