Festa grande per Giacomina La partigiana compie 96 anni

Dal sindaco, ai rappresentanti di Spi Cgil, Istoreco e Anpi  in tanti hanno voluto festeggiare la donna simbolo della Resistenza

CASTELNOVO MONTI. Novantasei anni in compagnia di tanti amici. Si è mobilitata mezza provincia, per il compleanno di Giacomina Castagnetti, partigiana, sindacalista, militante per i diritti delle donne, una delle più conosciute e amate testimoni del Novecento reggiano.

Castagnetti, che dagli anni Cinquanta vive a Castelnovo Monti, si è ritrovata ieri al centro di una grande festa organizzata da Auser in collaborazione con Spi Cgil, Istoreco e Anpi: è una figura notissima, che nel tempo ha incontrato migliaia di studenti reggiani e non solo. Tante persone sono andate a trovarla con fiori e regali prima di trasferirsi in gruppo nel ristorante prediletto di Giacomina, il Ginepro a Ginepreto, in una bellissima zona a ridosso della Pietra di Bismantova. Presenti fra gli altri la presidente provinciale dell’Auser Vera Romiti, il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, l’ex parlamentare Eletta Bertani e Nello Orlandi, referente locale di Auser e Anpi, organizzatore dell’iniziativa. Con loro, rappresentanti dell’istituto storico Istoreco, dell’Anpi e del sindacato pensionati della Cgil, oltre a tante amiche della Castagnetti. Dopo il pranzo con tortelli e coniglio, è arrivata la classica torta con candeline fiammeggianti unita allo spumante, ai brevi discorsi e all’omaggio di Bini con tanto di fascia tricolore alla 96enne, commossa ed emozionata. Un tributo collettivo che mostra l’affetto verso Giacomina. Nata in una famiglia socialista di Roncolo che durante la guerra ha gestito una casa di latitanza partigiana a Castellazzo, dopo il conflitto si è impegnata nell’Udi, Unione Donne Italiane, e nel sindacato. È stata la prima consigliera comunale donna di San Martino in Rio, eletta per il Pci, e ha partecipato a decine di proteste, lotte e manifestazioni. È lei, fra l’altro, la ragazza che guida il trattore R60 nella foto più celebre della grande occupazione delle Officine Reggiane fra il 1950 e il 1951. Negli anni ’50 va a lavorare per la Cgil in Appennino, girando a piedi e in corriera tutta la montagna, e lì conosce il marito, l’avvocato Coli, con cui si fermerà a vivere a Castelnovo.


Adr. Ar.

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