«Ospedale, risposte concrete. Dicano la data di riapertura»

L’affondo del M5s che chiede: «Non cercate di addolcire il boccone amaro». Nironi e Ferrari (Misto) chiedono chiarezza sul servizio notturno dell’automedica

SCANDIANO. Non si fermano le reazioni del mondo politico scandianese, e non solo, dopo le ufficializzazioni sul futuro dell’ospedale Magati e in particolare per tutto ciò che riguarda il reparto di pronto soccorso. O meglio, del punto di primo intervento – tutti gli ospedali provinciali a parte il Santa Maria hanno punti di primo intervento e non veri pronto soccorso – chiuso dai primi mesi del 2020, quando la struttura scandianese divenne ospedale Covid durante la riorganizzazione di emergenza.

Martedì scorso, durante un incontro della commissione consiliare Salute, la direttrice dell’Ausl reggiana Cristina Marchesi e i suoi principali collaboratori sono intervenuti presentando le tante novità previste per il Magati, comprese le creazioni di una lungodegenza e di una struttura intermedia fra il domiciliare e la RSA. Per quanto riguarda il pronto soccorso, il cantiere da oltre un milione di euro avviato in primavera si concluderà entro i primi giorni del 2022, saranno poi necessari collaudi assortiti e l’apertura reale, con dodici ore diurne di attività, è fissata fra fine febbraio e inizio marzo.


Una notizia non accettata dai consiglieri 5 Stelle dell’Unione Tresinaro Secchia, il distretto che dipende proprio dal Magati dal punto di vista sanitario. I pentastellati ricordano le varie risposte del direttore del distretto sanitario Marco Ferri e del sindaco Matteo Nasciuti a domande sul tema e gli annunci arrivati in questi mesi, con date ora slittate in avanti sino al marzo 2022. «Siamo convinti che i cittadini prima di tutto meritino risposte concrete e non di facciata per addolcire il boccone amaro, soprattutto quando si tratta di servizi primari. Se davvero i nostri amministratori ci invitano a far fronte comune in questa battaglia, prima di tutto pretendiamo da loro che dicano ai cittadini qual è la realtà delle cose», affermano in una nota i consiglieri del Movimento 5 Stelle. Si chiede quindi «che venga detta la data certa della riapertura del pronto soccorso, che deve essere presa come impegno inderogabile. Così come un percorso strutturato e non fatto di ipotesi per il ritorno a brevissimo al servizio H24 del pronto e del presidio notturno a Scandiano dell’indispensabile auto medica».

Della presenza dell’auto medica parlano anche Chiara Ferrari e Alessandro Nironi del Gruppo Misto di opposizione scandianese. «Il PAL (piano attuativo locale) già prevedeva 6 auto infermieristiche e 4 automediche, notturne, operative, su tutto il territorio provinciale; ma, oggi, i mezzi di soccorso avanzato non sono 5?», domandano. «Il PAL, quindi, prevede la soppressione notturna del mezzo di soccorso avanzato (automedica) su Scandiano o Montecchio e il raddoppio su Reggio Emilia? In futuro, pertanto, verrà soppressa l’automedica durante l’orario notturno per dare avvio a due automediche con partenza da Reggio Emilia?», sono i loro quesiti.

Il dibattito dunque non cessa. Così come le preoccupazioni dei cittadini del distretto, nei confronti del loro presidio ospedalierio di riferimento.

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