Timori per i lavori sul ponte del Gattaglio Ma il cantiere rimane aperto solo poche ore

Sul sovrappasso ciclopedonale che lo scorso anno era stato chiuso a lungo gli operai dovevano solamente spostare dei “new jersey”

reggio emilia. La vista delle transenne che impedivano il passaggio di biciclette e pedoni aveva fatto tremare residenti e soprattutto commercianti del quartiere, memori di quello che era accaduto lo scorso anno. Ma questa volta la chiusura del ponte ciclopedonale sul torrente Crostolo, al Gattaglio, è durata soltanto poche ore.

L’intervento degli operai incaricati, infatti, non ha nulla di straordinario né di impegnativo: bisognava soltanto riposizionare alcune barriere “new jersey” che erano state collocale sul sovrappasso proprio al termine del cantiere del 2020. I titolari delle attività del Gattaglio hanno potuto dunque tirare un sospiro di sollievo: in poche ore il ponte è stato riaperto alla circolazione di residenti e clienti.


Il transito sulla storica passerella era stato riaperto, dopo un lungo periodo di chiusura, nel luglio dell’anno scorso. Il passaggio avviene lungo un corridoio con una larghezza di circa 80 centimetri (rispetto ai circa 2 metri in situazione di normalità), con l’apposizione di due file di barriere “new jersey” in plastica, che limitano la superficie percorribile al fine di non sovraccaricare la struttura, diluendo e distribuendo gli accessi. Questa soluzione permette infatti di scaricare il sovraffollamento del ponte e limitarne la portata, mantenendo condizioni statiche adeguate alla situazione, non ottimale, dell’infrastruttura. Per tornare al ripristino della normale viabilità su tutta la passerella, invece, servirà probabilmente ancora diverso tempo.

A spiegarlo, all’epoca della riapertura, era stato lo stesso assessore ai Lavori pubblici, Nicola Tria: «Serviranno tempo e risorse importanti per risolvere il problema alla radice. Infatti le prime verifiche contestuali alla messa in sicurezza confermano che la struttura necessita di interventi molto consistenti, quanto meno di una profonda manutenzione straordinaria».

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