Seta, protesta degli autisti di Orsa: «Ormai è una guerra fra poveri»

Sciopero di 24 ore degli iscritti alla sigla sindacale, il vicesegretario Salvia: «Colpa degli altri sindacati»

REGGIO EMILIA. Ieri, per 24 ore, molti degli autisti Seta iscritti al sindacato Orsa trasporti (Organizzazione sindacati autonomi e di base) hanno incrociato le braccia. Una mobilitazione che ha coinvolto i bacini di Reggio Emilia, Modena e Piacenza.

«Nonostante l’intervento della Commissione di garanzia, con l’invito a risolvere le situazioni conflittuali privilegiando il dialogo e il confronto – scrive il sindacato – a nulla è servito l’incontro del 3 novembre svoltosi senza nemmeno la partecipazione di un vertice dell’azienda, che ha potere decisionale. Un’azienda che si trincera dietro a banali scuse e che risponde con il solito monologo, evitando un serio confronto».


Quattro, nello specifico, le richieste avanzate dai rappresentanti sindacali: il riconoscimento delle diarie di secondo livello esistenti nei tre bacini produttivi uguali per tutto il personale in servizio, l’aumento a 5 euro delle diarie filoviarie e autosnodati per tutti i lavoratori, privilegiare l’anzianità lavorativa nel punteggio delle graduatorie interne di verifica e scolastiche, ovvero far valere anzianità di servizio e non l’età anagrafica, e delle corrette relazioni industriali, con riconoscimento dell’ex articolo 19 della legge 300 dello Statuto dei lavoratori a Orsa trasporti autoferro Tpl in quanto sindacato fortemente rappresentativo in Seta.

«Innanzitutto ci scusiamo per i disagi creati alla cittadinanza – commenta Giuseppe Salvia, dipendente Seta e vicesegretario provinciale Orsa –. Purtroppo il servizio è governato da persone, ovvero da proprietà e gestione, che ostinate e in comune accordo con altri sindacati hanno creato il doppio regime salariale».

In Seta, prosegue, «c’è il malcontento tra lavoratori. Le condizioni lavorative non sono delle migliori e chi vince il concorso scappa dopo poco tempo: arrivano cinque autisti nuovi e ne vanno via sei, usano Seta soltanto come transito per cercare sicuramente di meglio. L’azienda fa l’azienda ma la colpa è soprattutto degli altri sindacati complici, che hanno creato la guerra tra poveri e continuano a sottoscrivere accordi peggiorativi contro i lavoratori. L’anno scorso abbiamo raccolto il 73 per cento delle firme per indire democraticamente le elezioni delle Rsu ma a tutt’oggi i sindacati non le vogliono, per paura che qualcuno possa essere eletto e andare a interferire nelle loro assurde decisioni».

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