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Piromane in azione, bruciata un’altra auto a Reggio Emilia: residente scende in strada e spegne il rogo

Data alle fiamme una Fiat 500X parcheggiata in zona Mirabello a meno di 48 ore dall’incendio doloso di via Filippo Re

REGGIO EMILIA. Un altro rogo doloso da risolvere per la Squadra Mobile della questura. Un’altra auto data alle fiamme a meno di 48 ore dall’incendio di via Filippo Re, dove è stata completamente distrutta una Bmw bianca e di riflesso sono state danneggiate altre cinque vetture.

Stavolta la nottata movimentata ha avuto per teatro via Ciro Menotti, nel dedalo delle strette viuzze situate tra via Cialdini e via Manara, nel quartiere del Mirabello. Il piromane – dietro l’accaduto potrebbe esserci la medesima mano ma non si può escludere il rischio emulazione – ha colpito ancora, sebbene la tecnica utilizzata sia stata diversa. Sotto la ruota anteriore destra di una Fiat 500 X di colore bianco, parcheggiata a pochi metri dalla casa della proprietaria (un’insegnante 40enne), il criminale ha sistemato un sacchetto dell’immondizia contenente residui organici di cibo e sotto il parafango dei giornali affinché il fuoco attecchisse meglio.


Stavolta però l’intervento provvidenziale di un giovane, che si è accorto dell’incendio ed è sceso spegnendolo con una canna per innaffiare il giardino, ha evitato che le fiamme si propagassero alle altre auto in sosta.

Dietro a quella della proprietaria difatti era parcheggiata la macchina del marito, rimasta incolume. «Era mezzanotte e mezza, io ero già a letto mentre mio figlio è andato sul balcone a fumare una sigaretta», ha raccontato Natalia, madre di Dmytro Demyanchuk, ucraino di 25 anni, che ieri mattina si trovava in questura per rilasciare la sua deposizione.

«Sono stata svegliata dalle urla di mio figlio, che mi diceva che un’auto stava bruciando. Ho chiesto se era la nostra, mi ha risposto che era quella di un vicino». Il 25enne si è precipitato in strada e, imbracciando un secchio d’acqua, ha provato a spegnere il rogo. Poi con l’aiuto della madre, che nel frattempo lo aveva raggiunto, Dmytro ha utilizzato la gomma attaccata alla tubatura dell’acqua nel garage riuscendo ad aver ragione dell’incendio.

«Intanto io ho allertato i carabinieri perché nella confusione non mi ricordavo il numero dei vigili del fuoco», ha spiegato la mamma. Quando, poco dopo, è arrivata una squadra da via della Canalina, insieme ad una pattuglia delle Volanti che ha chiuso l’accesso alla strada, il fuoco era praticamente spento.

Tant’è che poco dopo i pompieri sono stati dirottati a Castellarano per un’altra vettura in fiamme. I vigili del fuoco sono rimasti sul posto una mezz’ora, il tempo necessario per mettere in sicurezza il luogo e per constatare che l’innesco è stato senza alcun dubbio doloso. Tra l’altro la Fiat era nuova, come ha riferito ai poliziotti la proprietaria, che ha dichiarato di non avere nemici e di non avere la minima idea del perché del gesto.

Ieri mattina la macchina era ancora parcheggiata. I danni sono stati limitati alla parte anteriore destra, quella accanto al marciapiede, mentre sulla fiancata sinistra la carrozzeria è rimasta intatta. Nella strada non è attiva alcuna telecamera. «L’insegnante e il marito, avvisati dagli agenti, sono arrivati e hanno aperto tutte le portiere per far defluire il fumo prendendo qualcosa dall’abitacolo, immagino dei documenti – ha proseguito Natalia –. In seguito il marito è venuto a ringraziarci. Quello che mi ha stupito è che i residenti della via, piena di palazzine, fossero tutti affacciati alle finestre ma nessuno di loro sia sceso. Incredibile l’indifferenza della gente».

Un altro aspetto «che mi ha stupido è che l’incendio sia accaduto in questa zona, che è sempre stata tranquilla». Dmytro ha agito con prontezza compiendo un bel gesto: «È un bravo ragazzo, in questo periodo disoccupato. Ho quattro figli tutti perbene».

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