Nessun licenziamento alla Manifattura Riese fino al 31 ottobre 2022

RIO SALICETO. Nessun licenziamento fino al 31 ottobre 2022. Si è concluso ieri con questo risultato l’incontro al ministero del Lavoro relativo alla vertenza per la Manifattura Riese, storica azienda locale che dal gennaio scorso si è trasferita a Carpi (Modena), pur mantenendo la sede legale a Rio Saliceto.

«La nuova proprietà dell’azienda nota per la commercializzazione del marchio Navigare – affermano Filctem Cgil Modena-Carpi, Filcams Cgil Modena-Carpi e Femca Cisl Emilia Centrale – nel corso della primavera scorsa aveva comunicato di aver messo l’azienda in liquidazione e di avere aperto una procedura di licenziamento collettivo per gli 82 lavoratori all’epoca in forza all’azienda, dei quali circa la metà operanti della sede principale di Carpi e l’altra metà in vari punti vendita distribuiti sul territorio nazionale».


Da allora le maestranze, coadiuvate dai sindacati Filctem Cgil, Filcams Cgil e Femca Cisl, hanno dato vita a una serie di iniziative sindacali, scioperi e presidi per protestare contro la decisione della proprietà di chiudere i battenti lasciando repentinamente a casa decine di lavoratori, incassando la piena solidarietà delle autorità cittadine di Carpi e Rio Saliceto e delle istituzioni regionali.

«Dopo mesi di dure trattative, con fasi di dialettica anche aspra, si è addivenuti ad un accordo che di certo non rilancia nell’immediato un’azienda detentrice di un marchio storico, ma salvaguarda i 58 dipendenti ancora in forza all’azienda – puntualizzano i sindacati –. L’accordo infatti prevede il prolungamento della cassa integrazione straordinaria fino al 31 ottobre 2022, evitando quindi licenziamenti immediati che avrebbero causato gravi ripercussioni per 58 famiglie e per l’intero tessuto sociale cittadino. L’accordo prevede anche l’impegno della proprietà ad agevolare eventuali acquirenti che garantiscono la continuità produttiva e occupazionale, diverse misure per attutire l’impatto sui sociale, tra le quali un incentivo all’esodo a favore dei lavoratori che usciranno dall’azienda su base volontaria ed altre forme di sostegno per le maestranze, come l’attivazione di politiche attive regionali e ogni altra forma di tutela prevista dalle normative vigenti (accordo di ricollocazione, agevolazioni fiscali per chi assume lavoratori in Cigs). Si prevede inoltre che l’azienda eroghi gli anticipi di Tfr per i lavoratori che ne facciano richiesta».

I sindacati auspicano che «l’intervento di ammortizzatori sociali consenta di utilizzare il tempo a disposizione affinché nuovi imprenditori rilevino l’attività e garantiscano la prosecuzione dell’azienda e la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA