Assolti i due ragazzi indagati per il video hard a Voltolini

Erano considerati gli autori delle immagini che avevano fatto il giro del web L’avvocato del portiere delle Reggiana: «Sentenza shock: chiederemo i danni» 

REGGIO EMILIA. «Sono scioccato da questa sentenza». Quando esce dall’udienza, l’avvocato Giulio Cesare Bonazzi è ammutolito. Dopo un po’ di tempo, però, decide di commentare la sentenza emessa ieri dal giudice per l’udienza preliminare Dario De Luca, che ha assolto con formula piena i due ragazzi accusati di aver filmato e diffuso il video che ritraeva il portiere della Reggiana, Matteo Voltolini, mentre faceva sesso con la sua ragazza - entrambi parte civile al processo difesi da Bonazzi - dentro il bagno di una discoteca. 

Al termine di un’indagine lampo coordinata dal sostituto procuratore Valentina Salvi, la Digos della questura di Reggio Emilia aveva infatti identificato presunti autori. Erano stati quindi denunciati un 23enne residente a Scandiano e un 24enne residente a Ferrara.
 
Il reato contestato era diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Un caso rilevante essendo il cosiddetto revenge porn, la vendetta porno (cioè la condivisione pubblica di contenuti privati senza il consenso di chi è ripreso), il cosiddetto “Codice rosso”. Uno dei primi casi risolti nella nostra provincia, finito con un’assoluzione. «Lo ritengo un precedente gravissimo» si sfoga Bonazzi.
 
«I due ragazzi erano accusati dell’articolo 615 bis per illecite interferenze nella vita privata - dice l’avvocato - Questo articolo richiamata l’articolo 614 del codice che punisce la violazione di domicilio. Evidentemente il giudice non ha ritenuto che il bagno della discoteca fosse equiparabile a quello di casa. Quindi era sbagliato il capo di imputazione. Diverso invece il caso dell’altro capo d’accusa, che verteva sul 612 ter, che è la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Visto che questi signori hanno filmato la scena e l’hanno diffusa tramite i cellulari, facendogli fare il giro del mondo, faccio molta fatica a capire il ragionamento logico-giuridico attraverso il quale il giudice possa essere arrivato all’assoluzione anche in ordine a questo reato e quindi aspetto con grande curiosità le motivazioni. Resta fermo però noi parti civili che abbiamo sempre puntato sulla causa civile. Tanto è vero che quando questa mattina i due imputati hanno scelto l’abbreviato abbiamo rinunciato all’azione civile per i danni nel processo penale perché intendiamo andare a chiederli al giudice civile».

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