Monossido di carbonio in casa In cinque restano intossicati

Forse sprigionato da una stufa a legna, era cinque volte superiore al consentito Un anziano di 90 anni finisce all’iperbarica di Fidenza. Tutti dimessi in poche ore

Domenico Amidati

Vezzano. A Sedrio, sabato sera, cinque persone (tre uomini e due donne) sono rimaste intossicate dal monossido di carbonio, risultato poi presente a livelli cinque volte superiori al consentito. Tra queste un 90enne. E proprio il più anziano, caricato in ambulanza, è finito alla camera iperbarica di Fidenza, mentre gli altri quattro si sono recati in ospedale autonomamente per i controlli del caso. I cinque, mentre si trovavano nella loro abitazione a Sedrio in via Provinciale, hanno cominciato ad avvertire malessere. L’abitazione è riscaldata da una stufa a legna e si è subito pensato a un’intossicazione, che però potrebbe anche essere stata causata dal malfunzionamento di una caldaia a gas. Sono stati loro stessi a chiamare il 118, che ha inviato sul posto l’automedica, un’ambulanza della Cri di Quattro Castella e i vigili del fuoco di Reggio. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. I vigili del fuoco sono entrati in casa con i necessari dispositivi di sicurezza e hanno prestato le prime cure assieme ai sanitari che, dopo i primi interventi, hanno disposto il trasferimento dell’uomo più grave al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio. Gli altri 4 sono andati in autonomia al pronto soccorso dell’ospedale di Reggio Emilia per precauzione, per i dovuti accertamenti; nella stessa serata sono stati dimessi, con il consiglio di un’ulteriore visita, effettuata nella mattinata di ieri, che ha escluso patologie dovute all’intossicazione. L’anziano inizialmente più grave sabato sera è stato poi trasportato da Reggio alla camera iperbarica dell’ospedale di Fidenza; è stato anche lui dimesso nella tarda mattinata di ieri. In attesa di accertamenti, è stato precluso l’utilizzo della stufa a legna e della caldaia a gas.


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