Don Lorenzo alla marcia “no Green pass”

Il parroco reggiano: «Ho invitato la gente a riscoprire l’umanità profonda e a impegnarsi nella vita per la verità e la libertà»

SAN MARTINO IN RIO. Don Lorenzo Lasagni, parroco originario di San Martino in Rio, è stato tra i protagonisti della marcia dei “no Green pass” ieri alla Rocca Maggiore di Assisi, accolta da un grande schieramento di forze dell’ordine per evitare violenze, con tanto di tragitto concordato dagli organizzatori con la questura.

L’attuale parroco di Santo Stefano Protomartire a Pisignano di Cervia ha preso la parola all’arrivo della marcia dei “no Green pass”.


Al termine, don Lorenzo Lasagni – 69 anni, ordinato sacerdote 32 anni fa – ha spiegato all’agenzia Ansa che la sua è «una testimonianza umana e di fede. Ho invitato la gente a riscoprire la propria umanità profonda e a impegnarsi nella vita per la verità e la libertà. Scendere in piazza significa metterci la faccia e anche il cuore, è una presenza che interroga gli altri».

Riguardo alle vaccinazioni, il sacerdote ha detto all’Ansa: «Io mi limito al no Green pass. Per quanto riguarda le vaccinazioni, penso che ogni persona debba consapevolmente confrontarsi con il proprio medico di famiglia e poi fare una scelta consapevole. Il problema – ha aggiunto don Lorenzo – va ben oltre l’aspetto medico e scientifico, ma rientra nell’ambito di un livello europeo e mondiale di controllo del potere economico e politico. Quindi è una questione di movimento di soldi che genera potere ai danni soprattutto del popolo. Questo si vede nel mondo del lavoro e dei Paesi più poveri».

La manifestazione di ieri è partita da Santa Maria degli Angeli per raggiungere la zona della Rocca di Assisi. Alla marcia erano presenti diverse centinaia di manifestanti, tra cui famiglie con bambini. «Libertà, libertà», lo slogan più ripetuto, assieme a «no Green pass» e «giù le mani dai bambini», oltre a cori contro il presidente del Consiglio Mario Draghi. Il corteo è stato aperto da uno striscione con scritto «Libertà, lavoro, verità, giustizia. Fronte del dissenso Umbria».

Già nell’aprile scorso don Lorenzo era salito agli onori delle cronache perché atteso al “Nopauraday” di Cesena, come ha riportato in quei giorni il Corriere di Romagna. Un raduno no-vax e no-mask.

Il parroco di Pisignano, definito «teologo» sulla locandina diffusa online per promuovere l’evento di Cesena, anche in passato era finito più volte alla ribalta per questioni estranee al tema del Covid, elencate dal Corriere di Romagna: le parole contro i gay e la sua partecipazione alla manifestazione neofascista degli Arditi d’Italia, che avevano fatto particolare scalpore.

Secondo Globalist, nell’agosto 2016 don Lorenzo Lasagni celebrò, al cimitero di Ravenna, una commemorazione funebre in memoria di Ettore Muti, gerarca fascista, organizzata dall’associazione Arditi d'Italia, scagliandosi contro «l’attacco frontale e sconsiderato all’istituto della famiglia basata sull’unione tra uomo e donna», e le «combinazioni arcobaleno contro natura: la natura non è un’opinione».

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