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“Gli amici di Pierino” e la cena galeotta: «Non siamo stati noi a spargere il Covid»

Dopo l’esplosione del focolaio a Gualtieri parla il presidente della squadra di calcio: «Abbiamo rispettato tutti i protocolli»

GUALTIERI. «Siamo stati accusati di aver provocato il focolaio di Covid 19 per aver partecipato a una cena. Le cose non stanno esattamente così». A parlare è Manuel Benetti, presidente della squadra amatoriale di calcio “Gli Amici di Pierino”, il quale sentitosi chiamato in causa ha voluto fare chiarezza.

«Innanzitutto ci tengo a precisare che non c’è stata alcuna omertà da parte di nessuno anche perché in casi del genere siamo noi i primi a fare nomi e cognomi per la tranquillità di tutti». Ma allora cos’è effettivamente avvenuto? Come mai a Santa Vittoria, in pochi giorni, sono stati registrati 29 casi di positività? «È vero che abbiamo organizzato una cena – ha ribadito Benetti –. Siamo stati ospiti di un locale di cui non voglio fare il nome perché non ha alcuna responsabilità. Abbiamo rispettato il numero limite di persone che, secondo la normativa vigente, il locale poteva ospitare. Io stesso ho controllato il 90 per cento dei commensali muniti di green pass mentre per il restante 10 per cento ho verificato che avessero il tampone, effettuato nelle ultime 48 ore, negativo».


A quella cena, prosegue il presidente, «erano presenti calciatori, fidanzate e altri amici. Abbiamo saputo del caso di positività da un nostro amico, alcuni giorni dopo la cena, che accusava un po’ di stanchezza e si era provato la febbre. Per precauzione, essendo tra l’altro vaccinato, ha fatto il tampone ed è risultato positivo ma stava bene. Anzi si lamentava perché doveva restare in casa senza accusare nessun disturbo. Il vantaggio dell’essere vaccinati è che dopo pochi giorni puoi nuovamente uscire».

Precisato questo, ha continuato Benetti «saputo del caso di positività ho subito scritto l’elenco delle persone presenti alla cena con tanto di numero di telefono e l’ho inviato all’Ausl che poi, a sua volta, ha fatto i dovuti accertamenti. Noi tra l’altro, come squadra, avevamo giocato domenica 31 ottobre contro una squadra di Novellara. Essendo affiliati Uisp rispettiamo tutti i protocolli di sicurezza: abbiamo avvisato l’associazione sportiva e anche dirigenti e calciatori del Novellara. Al momento non risultano altre persone contagiate. E comunque i contagi sono avvenuti ben prima della cena».

A Benetti è poi stato riferito «che qualcuno, giocando a carte, aveva contratto il Covid e addirittura sembra che, ancora prima della partita a carte, il virus se lo fossero beccato uno o due partecipanti alla manifestazione No-vax a Roma». Insomma da quanto si è appreso dal presidente degli “Gli Amici di Pierino”, i calciatori respingono l’accusa di essere stati la prima vera causa del focolaio di Santa Vittoria.

Dopo il servizio apparso sulla Gazzetta di Reggio nei giorni scorsi in paese non si è parlato d’altro, soprattutto al Vittoria Cafè di cui Benetti è titolare. I calciatori si sono sentiti come additati e, quindi, hanno parlato con il presidente per fare in modo che venisse fornita anche la loro versione dei fatti. L’alto numero di contagi a Santa Vittoria aveva poi fatto propendere il sindaco di Gualtieri, Renzo Bergamini, ad istituire la certificazione verde obbligatoria per entrare nei cimiteri del paese e delle frazioni per le giornate di Ognissanti e della ricorrenza dei morti, così da evitare ulteriori assembramenti anche nel corso di eventuali funzioni religiosi nei vari cimiteri.

I controlli però potevano essere effettuati, a campione, solo dalle forze dell’ordine. Il provvedimento del primo cittadino, tuttavia, anche se un po’ “anomalo” è stato apprezzato dalla maggioranza dei residenti. A Gualtieri e nelle frazioni di Pieve Saliceto e Santa Vittoria, l’attenzione su eventuali nuovi contagi resta alta.