«Per il baskin nessuna palestra disponibile e adatta ai disabili»

Il Magic Basket ha trovato solo a Rubiera la struttura giusta per questa disciplina. L’assessore Corti: «Rifiutate molte proposte. Ma siamo disponibili al dialogo»

SCANDIANO. Fra poche settimane la società scandianese Magic Basket inizierà a Rubiera le proprie attività di baskin, una disciplina mutuata dal basket in cui giocano insieme atleti disabili e normodotati, con regole ben precise e la presenza di 4 canestri, due in più (in posizione laterale) rispetto alla pallacanestro.

Il Magic del presidente Salvatore Raele è la prima realtà a proporre l’attività nel distretto, e avrebbero voluto farlo nella cittadina in cui ha sede. Non è però stato trovato l’accordo con l’amministrazione comunale per l’utilizzo di una palestra ritenuta adeguata in un orario adatto alle esigenze delle famiglie.


L’accordo mancato

«Ho presentato domanda a luglio, come richiesto per le strutture sportive pubbliche. Come ordine di preferenza, avevamo il palestrone di via Longarone, la San Francesco in via Fogliani o la palestra di Arceto. Sono le tre strutture più larghe, escluso il palasport, quelle in cui è possibile sistemare i quattro canestri con gli spazi giusti, e in cui l’accesso è più semplice», racconta Raele. E la risposta? «Dagli uffici comunali mi sono state date disponibilità sono in orari serali, dopo le 21, e con un’attività con ragazzi disabili diventerebbe molto complicato, a noi servirebbe nel pomeriggio, dalle 18 in poi. In alternativa, ci hanno proposto la palestra Spallanzani di fronte alla Rocca o quella di Bosco, ma sono due strutture con campi stretti, lo spazio è insufficiente, l’accesso tramite le rampe non è semplice e non ci sono grandi tribunette per i genitori, che accompagnano sempre i figli», precisa.

«Chiedevamo un’ora e mezzo a settimana, non molto di più, ma non abbiamo avuto un riscontro per gli orari e le palestre adatte a un’attività come questa». Il baskin verrà comunque proposto, ma a Rubiera, ad alcuni chilometri di distanza. «Riusciremo a organizzare comunque gli allenamenti, avremmo preferito Scandiano perché l’istruttore abilitato per il baskin lavora anche come insegnante di sostegno al Gobetti, è già in rapporto con diversi ragazzi che parteciperanno, e che vivono a Scandiano. Per questo, ci sarebbe piaciuto rimanere in zona, ma non è stato possibile», conclude Raele.

La replica

La prima a segnalare pubblicamente la questione è la presidente del circolo scandianese di Fratelli d’Italia Elena Diacci, assieme al dipartimento di equità sociale e disabilita del partito. «Il baskin necessiterebbe di una sede stabile per i propri allenamenti, per dare modo a tutti i componenti di accedere in autonomia, di fatto l’associazione sportiva proprio grazie a questo progetto permette ai ragazzi con disabilità l’inclusione alla vita sociale sportiva scandianese», sostiene. Le altre associazioni «frequentano a rotazione più strutture per gli allenamenti grazie alla calendarizzazione comunale, ma è chiaro che tale associazione sportiva non può non avere in dotazione una palestra adatta. La costante necessità di recarsi in luoghi diversi per allenarsi rappresenta un grave problema per i ragazzi, che hanno particolari problemi di adattamento al luogo, di accessibilità e fruibilità». Inoltre, aggiunge Patrizia Martini (FdI), «ogni cambiamento può alterare un equilibrio raggiunto faticosamente, richiede nuovi sforzi e pone nuove difficoltà oltre a quelle già vissute ogni giorno. Un disabile deve non solo essere incluso, ma avere la possibilità di raggiungere l’autonomia».

Per il Comune, chiamato in causa, la risposta arriva dall’assessore allo Sport Nearco Corti. «Per quanto riguarda le proposte fatte dalla nostra amministrazione alla società che gestisce questo validissimo progetto, in cui crediamo molto, all’inizio della stagione, con alle porte l’inaugurazione della nuova palestra di Bosco avevamo proposto a Magic Basket per tutta la sua attività, compreso Baskin, di individuare giorni e orari di suo gradimento in quella struttura, ma la società non ha accettato perché a suo dire troppo decentrata», è la versione di Corti.

L’assessore elenca anche le fasce orarie che gli uffici hanno sottoposto al Magic: «La palestra San Francesco al mercoledì dalle 15.30 alle 17.15 è stata rifiutata. Poi vi sarebbero la palestra della primaria Spallanzani al martedì dalle 16.45 alle 18.15, mercoledì dalle 15.30 alle 17.15 e giovedì dalle 16.45 alle 19. La palestra di Arceto al lunedì dalle 15 alle 18, al mercoledì dalle 15 alle 19.30, al giovedì dalle 16.30 alle 19.30. La società ha inoltre rifiutato altri giorni e orari sia alla palestra Spallanzani che alla secondaria di Arceto».

Le porte, a ogni modo, non sono chiuse. «La cosa che mi preme sottolineare è che questa amministrazione ha particolarmente a cuore ogni progetto, sportivo e non, riguardante i disabili. Siamo perciò a disposizione per rimetterci a sedere e riguardare tutte le possibilità, a patto che si tenga in considerazione che esistono altre realtà che svolgono attività sportive analoghe e che va valutato anche l’equilibrio tra la richiesta di impianti e le società», assicura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA