Con il progetto di sovrappasso San Bernardino rischia la fermata

La sindaca in Consiglio comunale: «A un eventuale soppressione segua un’alternativa efficiente»

NOVELLARA. «Non sappiamo se il sovrappasso in fase di progettazione da parte di Fer all’incrocio ferroviario di San Bernardino comporterà la chiusura della stazione ferroviaria. Ma nel caso, un’eventuale soppressione della fermata dovrebbe essere doverosamente sostituita da un efficiente servizio pubblico alternativo».

Queste le parole della sindaca Elena Carletti pronunciate durante il consiglio comunale tenutosi giovedì sera a seguito di un’ interpellanza presentata dal M5s novellarese in cui si sono discussi gli annosi problemi della linea ferroviaria Reggio Emilia – Guastalla.


La dichiarazione della sindaca, che non esclude l’ipotesi della chiusura della fermata di San Bernardino, legittima le indiscrezioni che in tal senso circolano da tempo, anche se «ancora non abbiamo visto il progetto di Fer» ha chiarito la sindaca, che ha aggiunto: «La chiusura di una fermata non può isolare un territorio, servirebbe studiare una viabilità alternativa su gomma».

«Relativamente al sovrappasso di San Bernardino – ha proseguito Carletti – sono stati accantonati tra i 4 e i 5 milioni di euro e l’intervento è stato inserito nel bilancio del 2023, ma ancora non abbiamo visto il progetto. Sul tema, sono tre anni che avvengono incontri tra tecnici di Fer e i preposti uffici comunali. Le ipotesi di chiusura dei passaggi a livello in territorio novellarese sono arrivate tra il 2018 e il 2019 e sono soprattutto concentrate sulla tratta che va dalla stazione di Novellara a quella di San Bernardino, dove la ferrovia corre parallela alla provinciale che collega Novellara a Guastalla, ma ancora non sappiamo quali proposte di soppressione farà Fer. Nel 2022 verranno messi in servizio i nuovi convogli elettrici, a seguito dell’avvenuta elettrificazione della linea».

La progettazione dell’infrastruttura, annunciata lo scorso febbraio da Fer, dovrebbe mettere fine ai problemi di sicurezza e viabilità dell’incrocio tra le provinciali 42 (che collega Novellara a Guastalla) e 81 (che parte dalla stazione di San Bernardino e termina a Castelnovo Sotto).

L’attraversamento della ferrovia in prossimità dell’incrocio crea pericolosi incolonnamenti su due strade molto trafficate anche a sbarre alzate: scarsa visibilità e spazi d’ingombro limitati negli anni hanno causato molti incidenti, alcuni dalle conseguenze mortali.

Recentemente, il passaggio è salito alla ribalta delle cronache per ripetuti abbattimenti di sbarre da parte di furgoni e trattori. Si tratta di un progetto simile al sovrappasso ferroviario già cantierato in via Franchetti a Bibbiano, sulla linea Reggio-Ciano. Ma con due differenze: a San Bernardino, oltre al già citato incrocio, c’è anche la stazione ferroviaria.

La necessità di soprelevare la ferrovia con un terrapieno per rendere possibile il passaggio sottostante del traffico veicolare comporterebbe l’impossibilità “tecnica” di mantenere in vita la fermata, a meno che non vengano previsti ascensori o scale mobili di collegamento tra i binari e la stazione.

Più in generale, l’eliminazione delle fermate frazionali è ormai un trend consolidato ovunque per permettere efficientamento e velocizzazione del servizio ferroviario. Soprattutto nell’ipotesi, ormai prospettata da anni ma per ora rimasta sulla carta – perlopiù tra continui disservizi – di creare una sorta di servizio navetta tra Mantova e la stazione Mediopadana di Reggio Emilia (via Suzzara – Guastalla – Novellara – Bagnolo), con corse ogni mezz’ora in entrambe le direzioni. Un utilizzo della linea ferroviaria, quindi, mutato rispetto al passato e in linea coi tempi ma che, comportando l’eventuale sacrificio di alcune stazioni “minori”, aprirebbe il tema del rischio “abbandono” delle piccole comunità, con particolare riferimento a chi, per muoversi, sceglie o ha necessità del trasporto pubblico.


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