Anabolizzanti ma per il sesso assolto dall’accusa di doping

La difesa e la stessa Procura avevano chiesto l’assoluzione dopo le dichiarazioni dell’imputato 43enne che aveva cali di libido

SAN MARTINO IN RIO. «Era dipendente da quelle sostanze, che assumeva viste le disfunzioni sessuali. Ne era dipendente anche dal punto di vista psicologico, e l’astinenza gli riduceva la libido». È la chiusa finale dell’avvocato Simone Bonfante, difensore del 43enne che si occupava di sicurezza nei locali reggiani e che era stato coinvolto in un’indagine su un traffico di anabolizzanti condotta dai carabinieri del Nas di Bologna. Un processo che si è concluso con l’assoluzione perché il fatto non sussiste, letta ieri dal giudice Cristina Beretti. La stessa Procura ne aveva chiesto infatti l’assoluzione, segnando la strada per quel procedimento durante il quale l’uomo aveva affermato di aver tentato più volte di smettere, ma senza quelle sostanze non aveva una vita sessuale. «Mi sentivo un fallito» aveva detto il 43enne residente nella Bassa, poi trasferitosi nell’America del Sud, imputato per doping a Reggio Emilia. Ha sempre respinto l’accusa raccontando la sua intimità e il suo passato. La vicenda risale al 15 dicembre 2017. L’uomo aveva ordinato su internet degli anabolizzanti provenienti dall’estero, ma la dogana ha fermato la spedizione e il Nas ha deciso di eseguire una perquisizione domiciliare per verificare se il soggetto detenesse altri prodotti di quel genere proibito. Il blitz nell’abitazione della Bassa ha dato un esito positivo: un ingente quantitativo di “sostanze medicinali in classe doping” sono spuntate praticamente in ogni stanza, «all’interno di armadi della cucina, della sala e della camera da letto». Il tutto è stato sequestrato, e il 43enne è stato accusato di «utilizzo e somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni degli atleti» (il reato di doping aggiornato in un articolo).

Secondo la Procura, il 43enne avrebbe usato quegli steroidi (ormoni che promuovono la crescita muscolare e aumentano forza ed energia) per scopi agonistici, «per favorirne l’uso da parte di terzi» e per falsare le competizioni. Contestazioni svanite poi in giudizio, terminato con l’assoluzione.


E.L.T.

© RIPRODUZIONE RISERVATA