Contenuto riservato agli abbonati

Da Guastalla alle Alpi con trattori d’epoca e diretta social: «Noi influencer agricoli»

Protagonisti del tour due Fiat 250 e un Lardini R4000 «I bambini impazzivano, anche tanti adulti incuriositi»

GUASTALLA. Reggiani in giro col trattore per le alpi venete, trentine e lombarde. E’ successo qualche settimana fa, quando il giovane agricoltore Alessandro Tortella di Campagnola – attualmente residente a Pomponesco (Mantova) – e la fotografa Gaia Stagnati di Cogruzzo di Castelnovo Sotto sono saliti su due fiammanti mezzi Fiat 250, detti “la Piccola”, hanno acceso i motori diesel, ingranato la marcia veloce e schiacciato sull’acceleratore per un tour ad anello durato cinque giorni.

La “Piccola”, col suo caratteristico colore arancione, è un trattore che ha rivoluzionato l’agricoltura italiana: leggero, manovrabile e versatile, ha sostituito il cavallo da traino e alleviato la fatica di tanti lavori che prima venivano fatti manualmente. Un gigante nel panorama del collezionismo.


È stato un viaggio slow ai 30 all’ora, la velocità massima raggiungibile dalla “Piccola”.

«Guidare il trattore Fiat 250 – dice Tortella – assomiglia a un viaggio tra Vespa e bicicletta. In montagna il trattore si è comportato benissimo, tirava che era un piacere. Con noi avevamo sei bottiglie di Lambrusco reggiano, qualche punta di Parmigiano Reggiano e alcune confezioni di passata di pomodoro bio. Tutte scorte che sono durate molto poco, condivise con tante persone incontrate lungo il tragitto».

Partenza da Guastalla, con inchino davanti alla sede dello sponsor tecnico Oleodinamica pneumatica guastallese, poi tanto asfalto che ha portato il tractor team ad attraversare la Bassa mantovana, la Valpolicella, il Monte Baldo, l’alto Garda, il lago di Ledro, le Alpi bresciane, poi di nuovo il Garda da Salò in giù, e infine la discesa in pianura padana, col ritorno sulle rive del Po. Assieme a loro, Davide Pezzani di Fontanellato (Parma) e David Cini di Correggioverde di Dosolo (Mantova). A fare da “padrini” all’iniziativa, il gruppo Trattoristi di Reggio Emilia.

Un trattore è una prima serie del 1957, mentre l’altro è del 1961. Entrambi sono stati restaurati, ma per far fronte ad ogni necessità l’allegra comitiva agricola si era dotata di un’officina mobile allestita su un furgone che li seguiva a poca distanza. «Infatti ad un certo punto – spiega Tortella – in una stazione di servizio abbiamo dovuto aprire un trattore a metà per aggiustare un giunto della trasmissione che si stava rompendo».

Tanti gli aneddoti sui cinque giorni di tour. «Sul lungolago del Garda a Desenzano (Brescia) – continua Tortella – abbiamo parcheggiato i nostri mezzi nelle piazzole e abbiamo attaccato il tagliando del pagamento sul muso del trattore. Sul Monte Baldo si è aggregato a noi, per un breve tratto, un trattore Same. I bambini che ci vedevano impazzivano, ma anche gli adulti erano incuriositi. Poi molta gente ci ha seguiti sul nostro profilo Instagram “Agridrone”, con oltre quattromila follower, che abbiamo tenuto aggiornato con le foto scattate da Gaia Stagnati. Possiamo proprio dire di essere “influencer agricoli”».

Al ritorno, altro colpo di scena: a scortare i due Fiat 250 verso la destinazione finale, accompagnandoli nelle ultime fatiche motoristiche, si è aggiunto Fabio Bocchi, originario di Commessaggio (Mantova), ma che da anni abita a Poviglio, con un trattore reggiano doc, il suo Landini blu R 4000 costruito a Fabbrico nel 1964. Un altro pezzo d’epoca, perfettamente funzionante, che ha reso ancora più eroica l’impresa. «Se qualcuno pensa che siamo matti – conclude Alessandro Tortella – rispondo che sul lago di Garda abbiamo incrociato due vecchi trattori tedeschi Steiner che trainavano delle roulotte».


© RIPRODUZIONE RISERVATA