Sul Magati la commissione chiama l’Ausl

Convocata una seduta con Marchesi e Ferri. Su Change.org quasi 900 firme per riaprire il pronto soccorso

SCANDIANO. Sul futuro dell’ospedale Magati ora si muovono anche gli enti. Martedì 9 novembre è in programma una seduta della commissione consiliare permanente “Politiche sociali e tutela della salute, politiche per la casa, politiche educative e dell’accoglienza, politiche giovanili” a cui parteciperanno la direttrice dell’Ausl provinciale Cristina Marchesi e il referente dell’Ausl distrettuale Marco Ferri.

Intanto sono quasi novecento le firme raccolte in due giorni dalla petizione lanciata da due scandianesi, Chiara Zanni e Carlotta Guidetti, sul portale Change.org per chiedere la riapertura completa del pronto soccorso.


Il reparto di primo intervento urgente è chiuso dal marzo 2020, dalla riorganizzazione della rete provinciale nel momento di picco della pandemia, e dovrebbe tornare operativo nel giro di qualche mese, al termine dei lavori avviati in estate, per rivedere gli spazi e renderli adeguati alle esigenze di accesso post-Covid. Al momento, l’ipotesi prevalente è di una ripresa diurna, con dodici ore di servizio completo, in attesa di un miglioramento della situazione globale: molti medici e molti operatori oggi impegnati nell’emergenza virus tornerebbero a disposizione per garantire l’orario continuato.

Uno scenario che ha generato preoccupazioni e mobilitazioni all’interno delle tante voci sul nuovo assetto che prenderà il Magati.

Guidetti e Zanni, cugine entrambe originarie di Scandiano, hanno deciso di attivarsi in prima persona creando una campagna su Change.org, una delle principali piattaforme internazionali per sottoscrizioni di firme online.

La «Petizione per la riapertura del pronto soccorso di Scandiano 24 ore al giorno tutti i giorni e garanzia dell’assistenza medica senza ricorrere ad altri ospedali» ha già superato quota ottocento, in queste ore viene condivisa su tanti gruppi Facebook e tramite messaggi per cellulare, su WhatsApp e altre applicazioni, aumentando il flusso.

La risposta corposa racconta dell’attenzione degli scandianesi e dei residenti del distretto per la sorte del Magati e per un servizio ovviamente molto sentito come quello del pronto soccorso.

Il fermento è notevole, in contemporanea è stata annunciata la nascita del movimento “Salviamo il Magati” promosso dal consigliere comunale di opposizione Angelo Santoro e la ripresa delle attività del comitato “Amici dell’ospedale Magati”, in questo momento coordinato dalla referente locale di Fratelli d’Italia Elena Diacci.

«Il nostro però è un percorso separato, autonomo, e ci teniamo a ribadire che la politica non ci interessa. Abbiamo letto di questi altri movimenti, vedremo cosa faranno, certamente tutti vogliono il bene dell’ospedale, ma nel nostro caso la politica non ha nulla a che fare, si tratta di uno sforzo che vogliamo fare pensando alla salute degli abitanti e al territorio», racconta Carlotta Guidetti.

«Abbiamo visto gli annunci sul futuro dell’ospedale, ci sono tanti aspetti da valutare, di sicuro per noi la priorità è la riapertura completa del pronto soccorso, ventiquattro ore al giorno, e dal primo momento, non in maniera graduale come è stato scritto sinora», continua.

«Il pronto soccorso è la priorità, ma di aspetti ce ne sono tanti, pensiamo al punto nascite, anch’esso chiuso, e alla possibilità di poter effettuare tanti tipi di interventi a Scandiano senza doversi spostare necessariamente a Reggio o in altre strutture. Ed è un discorso che vale per gli scandianesi, ma anche per altri paesi, e per parte della montagna. Sinora la raccolta è andata bene, andiamo ancora avanti poi gireremo le richieste e i nominativi all’Ausl, alla Regione e al Comune» spiega.

In quanto alla commissione permanente convocata con la partecipazione di Marchesi e Ferri, a darne notizia è proprio il consigliere di opposizione Santoro, che propone però di estendere l’invito «a tutti i consiglieri, alle giunte e ai sindaci dei Comuni del distretto sanitario».


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