«Far pagare gli interventi non sanitari del Saer»

VILLA MINOZZO. Gli interventi in quota del Soccorso Alpino stanno aumentando in modo considerevole, per effetto della maggiore frequentazione della montagna, ma anche di comportamenti irresponsabili.

Il consigliere regionale leghista Gabriele Delmonte, responsabile del Dipartimento Montagna del Carroccio, coglie come spunto il caso della famiglia soccorsa sul Cusna per segnalare che in Regione è fermo il progetto di legge che riguarda il Soccorso Alpino.


All’interno dei 9 articoli di questo progetto di legge è prevista l’implementazione degli strumenti tecnologici di cui dotare gli operatori, un sensibile aumento dello stanziamento di fondi regionali in favore del Corpo e anche la fissazione di talune prestazioni di carattere non sanitario a pagamento.

«Alla luce dell’aumento di interventi di tipo non sanitario, come anche le recenti cronache di fatti accaduti sull’appennino reggiano, ma anche bolognese e parmense dimostrano – afferma Delmonte – occorre prevedere rimborsi onerosi a carico dell’utente. Lo prevede l’articolo 5 del nostro Progetto di legge dove, al comma 2, specifica che gli interventi di soccorso ed elisoccorso di carattere non sanitario, comprensivi di recupero e trasporto, devono considerarsi come prestazioni onerose a carico dell’utente sulla base di un tariffario fissato dalla Regione quando siano richiesti da quest’ultimo o riconducibili ad esso in ragione delle decisioni assunte dalla centrale operativa del Suem (Servizio sanitario di urgenza ed emergenza medica) 118. E, al comma 4, si precisa che i proventi introitati da ciascuna macro-area sociosanitaria della Regione Emilia Romagna sede di Suem 118, sono destinati al potenziamento dei Suem 118 e dei servizi ad essi collegati, con particolare riferimento all’area montana».

Per Delmonte «è evidente la necessità di una legge Regionale che, prima di tutto, riconosca il Corpo anche a livello locale, e poi che lo valorizzi e lo potenzi».

La Lega chiede dunque che il progetto di legge sia messo in agenda e discusso «per favorire il lavoro dei volontari del Saer a cui va sempre il ringraziamento per quello che fanno».

Nella nostra regione il Saer opera da oltre 20 anni, attraverso 410 tecnici dislocati sui vari territori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA