Famiglia sul Cusna, si è sfiorata la tragedia

Trenta uomini mobilitati. Due bimbi, genitori e nonni tratti in salvo mentre in zona incombeva il maltempo e faceva freddo

VILLA MINOZZO. Trenta uomini mobilitati per ore, venti del Soccorso Alpino e dieci dei vigili del fuoco. Una vasta operazione di soccorso che ha presentato fin da subito alcuni elementi di criticità perché il maltempo incombeva, faceva freddo e tra le persone coinvolte c’erano due bambini e una donna con problemi di salute.

Stiamo parlando dell’intervento di domenica notte sul Cusna, durato dalle 18 a mezz’ora dopo la mezzanotte.


La famiglia è composta da un bambino di 5 anni, una bambina di 6, padre di 34, madre di 30, nonno di 72 e nonna di 52, tutti residenti a Parma città, tranne i nonni, che vivono a Noceto.

Partiti da Pian Vallese, nel Comune di Villa Minozzo, gli escursionisti hanno iniziato a salire verso monte transitando dal Passone, per poi arrivare al rifugio Battisti a quota 1.270 metri.

Dopo una breve sosta al rifugio, hanno ripreso la via per rientrare a Pian Vallese, dove avevano la loro auto, ma hanno sbagliato strada e imboccato il sentiero Cai 627 che porta in cima al Cusna.

Arrivati a quota 2.080 metri, ormai prossimi alla croce posta sulla cima, la nonna ha iniziato a sentirsi male e a non riuscire più a camminare. I bambini hanno cominciato ad accusare la stanchezza e il freddo.

Erano circa le 18.10 quando il padre ha chiamato il 118: la chiamata è arrivata a una centrale della Toscana, che poi ha allertato il versante reggiano.

In quota c’era vento e la temperatura era di 4 gradi e la pioggia incombeva. È stata attivata la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico stazione Monte Cusna, i vigili del fuoco e un’ambulanza.

Dopo una lunga marcia di avvicinamento, la prima squadra è riuscita a raggiungere il gruppo, che si trovava a pochi metri dalla croce.

La nonna non riusciva a camminare, e per questo è stato necessario trasportarla in barella. Nel frattempo è stato richiesto l’intervento di un elicottero dell’aeronautica militare, che non è riuscito ad arrivare a causa di una avaria dopo il decollo da Cervia. I due bambini, il padre, la madre e il nonno sono stati accompagnati a valle e fatti sostare al Rifugio Monte Orsaro per essere rifocillati e riscaldati.

Una seconda squadra, munita di barella portantina, è arrivato sul luogo, dove la nonna si era seduta, assistita e vigilata da due tecnici del Soccorso Alpino.

Dopo una valutazione, la donna è stata posizionata nella barella e, con tecniche alpinistiche, trasportata a valle (in circa un’ora e mezza) dove ad attendere c’era l’ambulanza che l’ha poi trasferita all’ospedale di Castelnovo Monti per accertamenti. L’evacuazione degli escursionisti si è conclusa circa un quarto d’ora dopo la mezzanotte.

Appena la barella con la 52enne è arrivata al parcheggio di Pian Vallese ha iniziato a piovere; se il maltempo fosse arrivato prima, il recupero sarebbe stato molto più complesso.

Per i soccorritori si è trattato di un’operazione impegnativa, anche se non tra le più difficili. Il fatto che la posizione del nucleo familiare fosse nota (uno di loro è riuscito a geolocalizzarsi) ha favorito l’intervento. L’orario notturno, il maltempo incombente e l’età delle persone coinvolte erano però elementi che potenzialmente potevano far evolvere la situazione in modo negativo.

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