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Emergenza impianti sportivi a Reggio Emilia, i “granatini” rischiano di allenarsi al buio

Niente acqua calda negli spogliatoi e niente luce: con il ritorno dell’ora solare diventerà un grosso problema  

REGGIO EMILIA. Se in agosto bisognava fare la danza della pioggia per sperare di rendere i campi praticabili, ora è necessario accendere una candela per poter consentire ai ragazzi di fare la doccia o spogliarsi per l’allenamento. Battute a parte la realtà che sta vivendo il settore giovanile della Reggiana è a dir poco disarmante. I campi sono in condizioni pessime perché non c’è ancora nessun giardiniere (nonostante si dica che c’è un accordo) che li curi ma soprattutto gli spogliatoi sono inutilizzabili se non per appoggiare la borsa in un cantuccio. Niente doccia o riscaldamento perché manca la luce e quindi l’acqua è fredda e non c’è illuminazione nemmeno sui campi, il che significa che la prossima settimana con l’introduzione dell’ora legale la disponibilità di luce naturale sarà ancora più ridotta. Se in questi mesi si è operato una turnazione negli allenamenti, anche rinunciando a qualche seduta, dalla prossima settimana diventerà problematico potersi allenare in modo costante. Fortunatamente la Reggiana ha un accordo con il Csi per l’utilizzo di alcuni campi e relativi spogliatoi altrimenti l’attività giovanile dei granatini sarebbe stata bloccata.

Questa è la realtà e in questo contesto il settore giovanile ha tre squadre in testa ai rispettivi gironi: un miracolo.


La Reggiana, a più livelli, ha preferito il silenzio all’esternazione dei mal di pancia che vengono a più riprese evidenziati, anche dagli stessi genitori dei ragazzi. L’unico tema che è stato in parte risolto fa riferimento agli atti di teppismo e violenza che venivano perpetrati in prossimità dei campi d’allenamento da chi viveva nelle ex Reggiane e che avevano spaventato molti genitori.

La “casa della Reggiana” com’è stata auspicata e presentata allo stesso presidente della Lega Pro Ghirelli, per il momento è solo sulla carta e nessun passo concreto è stato fatto.

Non è stata firmata la convenzione e quindi la Reggiana, che ha già i contratti con varie aziende per dare il via ai lavori che sono di sua pertinenza, non può iniziare l’investimento previsto di 1,5 milioni di euro. In queste ore la Reggiana ha ricevuto la documentazione necessaria da parte del Comune per ottenere la fideiussione richiesta ma resta ancora il nodo dell’Imu e di una delibera di giunta. Il campo in sintetico che doveva essere ultimato entro dicembre, per ovvi motivi dato che il suo utilizzo è proprio nei mesi invernali, è destinato a vedere la luce nell’estate del prossimo anno. Nulla è stato fatto perché la Reggiana possa tornare nella vecchia sede, vale a dire in via Mogadiscio. La palazzina per il momento è utilizzata come deposito per il settore giovanile.

Lo stesso discorso vale per la struttura di Aemilia che doveva essere montata per uso palestra, spogliatoi e altri spazi destinati alla prima squadra e anche al settore giovanile. I pannelli sono ancora accatastati all’esterno e in parte in un container: col passare dei mesi possono subire danni per deterioramento. La Reggiana di Aimo Diana che doveva lasciare l’impianto di Cavazzoli, in gestione alla Falk Galileo, dovrà rimanere a lungo in quella struttura e caso mai svolgere la rifinitura sui campi della Pratina. Ma le vere problematiche inizieranno con l’arrivo delle piogge e della neve.

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