«Non vogliamo infiltrazioni fasciste, rimandiamo la manifestazione»

I No Green Pass reggiani si schierano contro gli estremismi: «Stiamo lottando per diritti che sono nati dalla Resistenza»

REGGIO EMILIA. «Domani, sabato 30 ottobre, non saremo in piazza. Perché non abbiamo nessuna intenzione di dare legittimità a nessun tipo di fascismo, che si tratti di un lasciapassare verde o di personaggi ambigui che nulla hanno a che fare con l’identità resistente di Reggio». A parlare così sono i No Green Pass reggiani, che rimandano la propria manifestazione a sabato 6 novembre.

«Abbiamo saputo che piazza Martiri del 7 Luglio è stata chiesta per domani da un soggetto ambiguo che non appartiene al territorio reggiano né limitrofi – spiegano i porta voce dei No Green Pass – e, soprattutto, che è parte di un partito che strizza l’occhio a fascismi vecchi e nuovi. Abbiamo già visto che cosa soggetti di questo genere hanno fatto alle piazze No Green Pass in tutta Italia, a partire dall’attacco alla sede della Cgil a Roma: un attacco che è servito solo a creare una guerra tra poveri e a tentare di delegittimare un movimento che cresce sempre di più in ogni città».


La posizione dei No Green Pass reggiani è chiara: «La piazza di Reggio Emilia, in queste settimane, ha ampiamente dimostrato che il movimento No Green Pass e i fascismi non hanno nulla a che spartire, anzi: essere contro il Green Pass oggi significa essere per la tutela del diritto al lavoro, alla salute, alla socialità, alla cultura. Diritti definiti inalienabili dalla Costituzione nata dalla Resistenza». Diritti, aggiungono, «di cui Draghi e i suoi ministri vorrebbero fare carta straccia, portando a compimento lo smantellamento dello Stato sociale già attuato da ogni governo negli ultimi 30 anni. Uno smantellamento che è il vero motivo dell’emergenza oggi in atto e che può avere come unica risposta investimenti nella salute pubblica, nella medicina territoriale, nell’edilizia scolastica, nella cultura e nella ricerca pubbliche, e non in mano a speculatori privati».

Tutto rimandato di una settimana, dunque: «Quella che ha preso vita finora, che ha abitato le vie e le piazze della nostra città, è una comunità solidale, resistente, antifascista. Una comunità nata in piazza Martiri del 7 Luglio, una piazza che, ancora una volta, racconta la storia antifascista e di resistenza di tutta la città. E da lì ripartiremo. Dalla prossima settimana».

Domani, concludono, «rimandiamo al mittente i giochetti di ambiguità e infiltrazioni. Questo sabato andremo a riempire le piazze di Roma e Trieste, contro il governo Draghi, contro le politiche di svendita dei diritti, per la salute, il lavoro, la dignità di tutte e tutti. Ora e sempre: Resistenza».

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