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Scandalo affidi, Claudio Foti cacciato da un ristorante a Reggio Emilia: «Che schifo, non servo il lupo di Bibbiano»

Claudio Foti

Lo psicoterapeuta invitato ad uscire, mercoledì sera, da un ristorante in città. La difesa: «Quereliamo il ristoratore»

REGGIO EMILIA. Come sempre l’udienza preliminare al palazzo di giustizia è a porte chiuse, ma ieri – a mattinata inoltrata – qualcosa di diverso dall’arringa in punta di diritto prevista da calendario comincia a filtrare fra i cronisti in attesa davanti all’ingresso dell’aula.

Accade quando, per un attimo, esce dall’udienza l’avvocato Giuseppe Rossodivita, cioè uno dei due difensori dello psicoterapeuta Claudio Foti.


Si vede che si sta trattenendo a stento, poi va velocemente dritto al punto: «Io e Foti siamo stati aggrediti verbalmente mercoledì sera a Reggio Emilia, in un ristorante. C’è un clima mediatico pesante. Foti però non è un mostro. È quello che è accaduto è un fatto grave».

Di più non dice, ma è solo il prologo perché quando arriva la pausa pranzo – intorno alle tre di pomeriggio – davanti ai taccuini l’avvocato Rossodivita è ben più esplicito: «Mercoledì sera eravamo già seduti a tavola – entra nel merito – quando alle mie spalle sento una voce insistente e noto il dottor Foti che guarda proprio fisso chi sta parlando. Mi volto e capisco velocemente tutto. Il direttore del ristorante sta infatti inveendo proprio contro il mio assistito: “Che schifo, nel mio locale, chiudo le cucine, qui non serviamo il lupo di Bibbiano”. E ha fatto sparecchiare la tavola, per mandarci via dal ristorante. Una cosa decisamente assurda».

Ma non è finita qui, anzi: «Mi sono alzato da tavola – prosegue il legale – e ho cercato di spiegare al ristoratore che Foti è come Tortora, figlio della disinformazione, un errore giudiziario. In Italia vi sono mille casi all’anno di errori giudiziari. Ma non c’è stato verso, lui continuava ad inveire, senza sentir ragioni. A quel punto ho chiamato il 112 e sono poi arrivati i carabinieri».

Mentre i militari arrivano, Rossodivita e Foti lasciano il ristorante, andranno a mangiare in un altro locale reggiano. «Chi gestisce complessivamente la struttura si è oggi (ieri per chi legge, ndr) scusato con noi, dicendoci che prenderà iniziative interne. Da parte nostra – conclude l’avvocato difensore – intendiamo presentare una querela».

Un episodio che, in precedenza, era stato raccontato in aula dall’altro avvocato difensore (Girolamo Andrea Coffari) in apertura di arringa, entrando nei particolari, mettendone così a conoscenza il gup Dario De Luca e la pm Valentina Salvi, oltre a tutta la sfilza di avvocati (fra difensori e parti civili) che da sempre riempiono l’aula.

Un episodio che, a questo punto, potrebbe sfociare in un’inchiesta nei confronti del direttore del ristorante.

T.S.

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