Tragedia al rally dell’Appennino, raccolti 13.250 euro per la borsa di studio intitolata a Davide Rabotti

Quasi 280 le donazioni arrivate da privati e istituzioni. La famiglia del 20enne: «Teniamo viva la sua memoria»

REGGIO EMILIA. La speranza era raccogliere almeno 4mila euro. Un obiettivo più che triplicato, considerando che alla fine privati e istituzioni hanno donato oltre 13mila euro.

Ha avuto un successo straordinario il crowdfunding messo in moto per onorare la memoria del 20enne reggiano Davide Rabotti, deceduto nel tragico incidente del Rally dell’Appennino Reggiano del 28 agosto scorso assieme al 34enne modenese Cristian Poggioli. È stata la stessa famiglia del ventenne ad avviare la raccolta fondi per istituire una borsa di studio per studenti di Ingegneria informatica in memoria del figlio. «Siamo sicuri in questo modo di ricordare a tutti coloro che lo hanno conosciuto e a tutti i futuri studenti l’importanza di un atteggiamento energico, vivace e altruista come quello di Davide», ha spiegato la madre, Simonetta.


La borsa di studio è stata concordata in accordo coi professori del dipartimento frequentato da Davide e finanzierà quattro premi di laurea pluriennali denominati “Davide Rabotti alla memoria” del valore di mille euro ciascuno e che saranno riconosciuti a studenti e studentesse particolarmente meritevoli. Obiettivo dell’iniziativa, prosegue la famiglia, «è di tenere in vita la memoria di Davide per aiutare in qualche modo gli studenti e gli amici della facoltà di Ingegneria informatica dell’Università di Modena e Reggio Emilia ad aprirsi una strada verso un futuro lavorativo brillante».

In totale sono state 279 le donazioni effettuate da privati, istituzioni e manifestazioni pari a un importo lordo di 13.250 euro. «Una cifra che va al di là delle migliori aspettative”, commenta commossa la madre di Davide, che ha voluto ringraziare pubblicamente tutti per il caloroso gesto.

Pur essendo nato e cresciuto a Reggio Emilia, dove la famiglia abita in zona San Maurizio e dove frequentava l’università, Davide era di casa a Ciano. Lì abitano i nonni e il padre possiede una seconda abitazione: appena poteva il 20enne saliva a Ciano, dove aveva gli amici d’infanzia e dove spesso e volentieri (d’estate quasi ogni fine settimana) trascorreva serate in compagnia e seguiva le diverse manifestazioni sportive che nei mesi caldi animano l’Appennino.

In vetta alle sue preferenze c’era il calcio, uno sport che Davide praticava da quindici anni all’US Santos 1948, dove giocava in prima squadra seconda categoria. Tra le citazioni preferite “divertirsi negli sport”: come tanti ragazzi della sua età amava le lunghe pedalate in mountain bike, era un fan delle gare di moto Gp, di rally e di Valentino Rossi.