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Omicidio di Cadelbosco, la ricostruzione dell'agguato: porta chiusa a chiave e assassino nascosto

Salvatore Silipo, il 29enne ammazzato nell'officina Dante Gomme di Cadelbosco Sopra

Il gommista sarebbe comparso all’improvviso nell’ufficio della sua ditta. Si valuta la versione degli scampati all’agguato. I tre cugini all’incontro senza alcun timore

CADELBOSCO SOPRA.  I familiari di Salvatore Silipo non hanno dubbi. A Cadelbosco Sopra era stata premeditata una strage. La vittima, Francesco e il cugino Piero Mendicino si sono ritrovati nell’ufficio della Dante Gomme per discutere con Antonio Sestito.

Dante, invece, sarebbe comparso all’improvviso e, nemmeno il tempo di chiedere ai tre di inginocchiarsi, avrebbe subito sparato al collo del 29enne.

La reazione di Piero e poi di Francesco, che hanno bloccato le braccia dello sparatore e pare abbiano sfondato la porta che nel frattempo era stata chiusa, ha consentito loro di salvarsi fuggendo all’esterno. Negli istanti successivi i militari, avvertiti dal cugino della vittima, sono entrati e hanno fermato Dante con la 44 Magnum ancora in mano.

I tre cugini si sono recati senza sospetti all’incontro e del resto Piero è un parente acquisito dei Sestito tramite il fratello (che ha sposato una donna della famiglia). Salvatore, che ha perso il padre alcuni anni fa, è stato cresciuto da Dante, che qualcuno ha definito quasi come un secondo genitore per lui.

Salvatore Silipo era molto amico di Francesco Sestito, altro figlio di Dante, con il quale si frequentava anche fuori dall’officina e con cui condivideva la grande passione per le moto. Si conoscevano dai tempi delle scuole a Cutro. Questo rapporto apparentemente idilliaco si è però interrotto una decina di giorni fa e le indiscrezioni parlano di un problema sorto per una sparizione di beni all’interno dell’azienda di via Verga.

Sparizione che sarebbe stata l’argomento all’ordine del giorno nella riunione convocata nell’officina. Un ammanco, evidentemente di valore, che però non risulta denunciato alle forze dell’ordine.

I familiari e i parenti della vittima ieri si sono chiusi nel loro dolore: attendono soltanto che la Procura liberi la salma per poter celebrare i funerali che pare si terranno a Cutro. I Silipo si sono rivolti all’avvocato Mattia Fontanesi, che li seguirà in questo doloroso percorso che li attende per ottenere giustizia.

Tante persone hanno fatto la spola anche a Santa Vittoria, in via dei Cento Violini, per portare le condoglianze alla giovane vedova, rimasta sola con due bimbi piccoli (una bimba appena nata e un maschietto di due anni).

Ieri la tragedia di Cadelbosco è stata ricordata nel corso della messa domenicale e sabato prossimo in paese si terrà una fiaccolata che è stata indetta dal sindaco Luigi Bellaria “per dire no alla violenza”.