«Quando sono arrivata era tutto sfasciato»

La rabbia di Stefania Prati, titolare della panetteria di Cella sfondata dall'auto uscita di strada: «Il danno maggiore è dovere tenere chiuso per mesi» 

REGGIO EMILIA. «Quel conducente sembrava visibilmente ubriaco: barcollava, non si reggeva in piedi. Andava a forte velocità per causare un danno del genere e ha avuto perfino un atteggiamento strafottente. Guardi che disastro, chissà quando potrò riaprire il negozio».



È stata una nottata da dimenticare per Stefania Prati, residente a Bibbiano, titolare della panetteria pasticceria di Cella da sette anni e di un’altra attività fotocopia a Barco.

«Sono stata svegliata da una voce maschile sconosciuta, che mi ha riferito di aver “sbattuto” contro il mio negozio. Sta scherzando... ho chiesto incredula. Invece purtroppo era tutto vero», ha raccontato ieri la titolare, davanti allo squarcio del forno («è pericolante, le autorità mi hanno vietato di entrare, non so nemmeno come fare a chiudere la falla») e alle transenne allestite a due metri di distanza lungo il perimetro circostante, che per un soffio rimane all’interno dello spiazzo interno e del marciapiede.

Il cellulare della panettiera, ieri, squillava di continuo, così come subito dopo lo schianto, quando «mi hanno telefonato in una decima di residenti, compreso il pakistano che abita sopra la panetteria».

La fornaia si è vestita in tutta fretta ed è corsa sul posto. «Quando sono arrivata ho trovato il negozio sfasciato: vetrate infrante, mobili travolti, oggetti rovesciati per terra, solo il bancone si è salvato. Il conducente aveva alzato troppo il gomito: all’inizio pareva calmo, poi si è spazientito, ha cominciato a dire che voleva andarsene mentre gli agenti replicavano che doveva aspettare. Diceva che gli faceva male un piede, però camminava benissimo quando si è allontanato a piedi. Non riesco a capire come abbia fatto quell’uomo a infilarsi dentro al negozio, compiendo una curva a radicchio visto che stava dirigendosi verso Reggio. Forse voleva prendere il pane con la formula drive-in... ironizzo per non piangere. Per causare un danno così ingente è facile immaginare che procedesse ad alta velocità».

Sul danno la fornaia non si è voluta sbilanciare: «Non saprei proprio quantificare. Quel conducente ha dichiarato di essere assicurato e la polizia municipale ha annotato gli estremi all’assicurazione; speriamo bene. Il danno maggiore, per me, sarà intanto dovere tenere chiusa l’attività suppongo per mesi. Il forno è in affitto, spetterà alla proprietaria risanare e queste pratiche hanno tempi biblici».

Dopo avere incassato la solidarietà di diversi residenti, la titolare ha raggiunto le strisce pedonali per tornare alla propria vettura.

Commentando: «Qui ti asfaltano. La via Emilia è pericolosa: di giorno un traffico incredibile, di notte gli scarsi veicoli che transitano procedono a fortissima velocità. Nonostante le ripetute proteste degli abitanti della frazione nulla è cambiato».

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