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Villa Minozzo, usignolo del Giappone fotografato sul Crinale

La scoperta durante la “caccia” di due appassionati di natura  Cigarini: «Erano un cinquantina, qui non ce l’aspettavamo»



VILLA MINOZZO. Usignoli del Giappone fotografati per la prima volta nelle nostre montagne. Una gradita e inattesa “cattura” fotografica per due appassionati di fotografia naturalistica che nei giorni scorsi poco dopo l’alba, sono andati “a caccia” di animali selvatici, ma solo per fotografarli.



Mirco Cigarini, 64 anni, cavriaghese, pensionato, e Massimo Campani, 57 anni, scandianese, numismatico, amici con il medesimo hobby, si sono dati appuntamento per una escursione fotografica nelle nostre montagne. Hanno indossato le tute mimetiche, comprese le scarpe dello stesso colore, per potersi nascondere meglio in mezzo ai cespugli, e armati di macchina fotografica, sono partiti alla volta dei boschi che si trovano nei pressi delle Fonti di Poiano.



L’obiettivo era quello di fotografare la cincia dal ciuffo, una specie autoctona, che è di colore bianco grigio e ha un caratteristico ciuffetto di piume sul capino. È molto difficile da fotografare e da noi si vede solo in Appennino.

«Stavamo cercando la cincia dal ciuffo – racconta Mirco Cigarini – quando abbiamo sentito dei canti di uccelli strani, canti belli, melodiosi, molto diversi da quelli soliti che si sentono nelle nostre zone. Poi, all’improvviso sono apparsi questi bellissimi e colorati usignoli del Giappone che finora avevamo visto solo in foto e che non erano mai stati fotografati dalle nostre parti».

Senza indugio, dalle macchine fotografiche, entrambi hanno la Canon con zoom 100/400 mm, sono partiti centinaia di scatti a raffica per catturare l’immagine dell’insolito coloratissimo uccellino.

«Non credevamo ai nostri occhi – dice Mirco Cigarini, rievocando il momento – Saranno stati almeno una cinquantina ed erano abbastanza confidenti da farsi fotografare anche se solo per pochi secondi. È stata una vera sorpresa, non ce lo aspettavamo».

L’usignolo del Giappone è un passeriforme, ma non è un usignolo e non proviene dal Giappone bensì da Pakistan, India, Nepal, Cina, Vietnam, dove era allevato a scopo ornamentale e amatoriale. È variopinto con il petto giallo che sfuma in arancio, le estremità delle ali sono colorate di arancione giallo e rosso, il dorso è verde oliva.

In seguito all’esportazione, è diventato una specie alloctona nidificante e stanziale anche in alcuni paesi d’Europa come Portogallo, Francia, Germania, Spagna e in Italia è stato segnalato in Toscana, Lazio, Liguria, Veneto e anche in Emilia Romagna, ma non si era mai stato segnalato nella nostra provincia.

«Non sappiamo se da noi era solo di passaggio o se diventerà stanziale anche qui. In generale l’usignolo del Giappone viene considerato una specie invasiva, ma è davvero molto bello» spiega.

Entrambi i “cacciatori” di immagini sono tornati a casa soddisfatti con il “carniere” pieno di foto di un uccellino mai fotografato prima in Appennino da mostrare con soddisfazione sulle pagine social degli appassionati di birdwatching come la pagina Facebook “Reggio Emilia biowatching” dove le bellissime foto di Cigarini e di Campani hanno riscosso un grande successo da parte degli appassionati di natura.

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