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Offerte di lavoro per i non vaccinati Così su Telegram si aggira il green-pass

Su internet sono nate chat in cui vengono pubblicate proposte e candidature per chi non ha il certificato verde

Giovanni Balugani

REGGIO EMILIA. «Cerco per una amica lavoro come badante. Ha esperienza è seria e capace di rallegrare le persone disponibile 24 h. Ovviamente non è inoculata. Per contatti direttamente a me». La formula “non inoculata” sta per “non vaccinata” contro il Covid. Diciamo non proprio l’ideale per accudire un anziano come badante: si corre il rischio di infettarlo e ucciderlo.


Quello riportato sopra è uno dei messaggi che si possono leggere sulle tante chat nate in queste ultime settimane e che fanno riferimento al mondo no-green pass. Bacheche virtuali in cui si offre e si ricerca lavoro solo tra chi non è in possesso, o comunque è contrario, al certificato verde. Potremmo definirle agenzie di collocamento negazioniste.

Di questi gruppi ne sono nati diversi in tutta Italia, siamo andati a spulciarne due che fanno riferimento al territorio emiliano, dove si trovano offerte che riguardano Modena, Reggio e il resto della regione. Si trovano ancora una volta su Telegram, l’applicazione di messaggistica che è diventata il regno dei “no-Covid”.

C’è la chat “Liberi di lavorare” ed è una catena di gruppi riferibile agli stessi amministratori, ce n’è uno per ciascuna regione italiana. Quello dell’Emilia-Romagna fino a ieri contava oltre 2.600 utenti e nell’immagine di presentazione si specifica: “Lavoro offerte e richieste senza passaggio verde”. Ecco alcuni messaggi: «Salve, offro lavoro la domenica 4 ore dalle 10.30 alle 14.30 e a chiamata durante la settimana il mattino per affittacamere. Riordino stanze, lavanderia e stiro. Solo su Carpi». Chissà cosa penserebbe la clientela.

Andiamo avanti. Nicoletta scrive: «Signora che conosco referenziata che lavora da anni nella gestione di case grandi e impegnative per pulizie e anche cucina, ex operatore socio-assistenziale, cerca lavoro per pulizie due mattine a settimana, zona Modena, grazie».

C’è anche chi è disposto a perdere il posto fisso: «Sono D. e vivo a Fiorano. Sto continuando a lottare nella mia azienda ma da domattina quando mi presenterò mi sa che non mi faranno andare sul mio posto di lavoro, in quanto ieri già volevano sapere se avessi il green pass, nonostante la mia ferma decisione che non sono tenuto a dire nulla siccome c’è violazione di privacy... detto questo, da domani non mi faranno accedere sicuramente. Io sono un grafico. Mi adatto a fare ogni tipo di lavoro, anche manuale, sono una persona molto empatica che piace stare in mezzo alle persone».

C’è poi una chat creata da alcuni degli organizzatori dei cortei no-green pass che si tengono al sabato pomeriggio a Modena. Il gruppo si chiama “Collocamento no-green pass” e il titolo lascia poco spazio a interpretazioni.

La chat è nata da poco tempo e dunque è ancora in via sviluppo, gli utenti sono poco più di un centinaio e i messaggi scarseggiano. Anche perché le aziende serie se ne guardano bene dal ricorrere a canali abusivi. Si trovano per lo più offerte per lavori saltuari o in famiglia.

Scrive Vera: «Buongiorno cerco insegnate di informatica per aiuto compiti terzo superiore. Grazie mille».

Lucio annuncia: «Sospeso dal servizio, mi offro per lezioni di chitarra a domicilio per tutti i livelli». Stefania invece cerca qualcuno per ripetizioni: «Cerco insegnante di tedesco per lezioni a casa a 3 ragazzini di prima media. Una volta a settimana».

E così via, con anche alcuni che almeno offrono lavoro in smart working per telemarketing e simili. Ma colpisce soprattutto la quantità di messaggi riferiti al mondo assistenziale per la terza età: un vero e proprio pericolo per gli anziani. E pensare che gli amministratori della chat regionale per il servizio chiedono anche un’offerta economica come sostegno per il proprio lavoro...

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