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Saman, lo zio davanti ai giudici per l’estradizione dalla Francia

Novellara: dopo la sua opposizione, la nuova udienza: è accusato dell’omicidio Era stato fermato grazie al mandato europeo. La decisione attesa per oggi



NOVELLARA. Con la sua opposizione all’estradizione, Danish Hasnain ha rallentato il suo arrivo in Italia, ma, salvo clamorosi colpi di scena, è quella la sua destinazione. Lo zio di Saman Abbas – la 18enne scomparsa dal 30 aprile scorso e per l’omicidio della quale è accusata la famiglia – oggi comparirà davanti ai giudici francesi per l’udienza che dovrà decidere se è legittima la richiesta dell’Italia di farlo tornare nella Penisola e affrontare le gravissime accuse che pendono sul suo nome.


E alla luce degli eventi, e degli elementi, di questa inchiesta per omicidio in cui ancora però manca il cadavere della ragazza di origine pakistana – che secondo gli inquirenti ha pagato con la vita il suo no al matrimonio forzato e alle imposizioni della cultura di appartenenza – non sembrano essere elementi ostativi per l’applicazione del mandato di cattura europe fino al suo ultimo step: ovvero l’estradizione. Il reato contestato non è avvenuto anche in altri Paesi, non si può parlare di persecuzione politica – sarebbero questi gli elementi che potrebbero vedere opporsi un Paese all’estradizione in un altro – e dunque, se da Parigi arriverà un sì all’estradizione, Danish Hasnain nel giro di pochi giorni potrebbe finalmente arrivare in Italia.

Si presume che verrebbe imbarcato per una città italiana, non necessariamente Roma, per affrontare in quella la frontiera il primo gip, ma la sua destinazione finale sarebbe il carcere di Reggio Emilia. Per essere a disposizione dell’autorità giudiziaria locale. Nella prima udienza francese, Danish Hasnain si era opposto all’estradizione e aveva anche voluto replicare duramente alla tempesta di accuse dalle quali, inequivocabilmente, era fuggito rifugiandosi in Francia. «È tutto falso – avrebbe detto alla giudice della Chambre de l’Instruction della Corte d’Appello – Forse qualcuno mi ha visto? Sono forse uscito di casa?». Dichiarazioni che, qualora venissero confermate, suonano come un’aperta sfida nei confronti di chi lo accusa.

Sarà questo il suo atteggiamento anche in Italia al cospetto degli investigatori dei carabinieri che da cinque mesi indagano sulla scomparsa di Saman Abbas e accusano i genitori fuggiti in Pakistan, lo zio Danish, i cugini Ikram Ijaz (il primo a essere stato catturato in Francia a fine maggio) e Numanulhaq Numanulhaq (ancora latitante) del disegno criminale che avrebbe portato alla morte della giovanissima? Il primo accusatore è il fratello di lei, 16 anni, che era stato bloccato sulla via della fuga insieme allo zio.

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