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Nell’ultimo giorno delle Fiere oltre 1.500 reggiani in fila fra prime e terze dosi

I più convinti restano i numerosi anziani, alcuni dei quali in sedia a rotelle. Presenti anche ragazzini con i genitori: «Mio figlio vuole fare tornei di basket»

REGGIO EMILIA. Gli ultimi 1.500 reggiani (i prenotati erano 1.488, ma ha ricevuto l’iniezione anche chi si è presentato senza prenotazione) hanno sfilato ieri alle Fiere per ricevere il vaccino. Un pubblico eterogeneo e variegato, formato da prime dosi, seconde dosi, anziani ultra 80enni e persone fragili per la terza dose e pure ragazzini. Una buona fetta di reggiani dovevano iniziare o completare il primo ciclo di vaccino anti Covid: l’impressione è che l’obbligo del green pass – senza il quale non è possibile lavorare fare sport o viaggiare – abbia dato un’ultima “spinta” agli indecisi e ai refrattari.

«Volevo evitare di sottopormi all’iniezione, ma ora sono costretto per motivi di lavoro. Non è esattamente una mia libera scelta – ha spiegato Ermes Prabibaj, 23 anni, in divisa con il logo aziendale – Sono un artigiano specializzato nella copertura degli edifici: va bene che non mi verranno mai a controllare sul tetto, però ogni volta che devo entrare nelle ditte mi chiedono il pass. Preciso che non sono contrario al vaccino, ma finché ho potuto ho preferito aspettare».


«Non sono contenta di sottopormi al vaccino, devo farlo perché sono dipendente delle Poste e perché voglio essere libera di poter prendere un treno o un aereo», ha fatto eco una signora di 61 anni. Tommaso, 13 anni e sorriso aperto, tiene in mano i documenti accanto al padre 52enne Luca. «Entrambi abbiamo già contratto il Covid: lui ad aprile e io a maggio, per fortuna senza particolari problemi – ha raccontato il papà – Mio figlio ha voluto farsi immunizzare per poter partecipare ai tornei di basket e per pura casualità ci è toccato l’appuntamento alle Fiere. Per me è in scadenza è il green pass; non sono prenotato, ma mi hanno detto che mi faranno comunque l’iniezione».

Un’intera famiglia composta da genitori e due figli di dodici anni e mezzo e tredici anni, più la sorella, il figlio diciassettenne e la suocera sono arrivati al completo da Bagnolo. «Ci siamo accordati: se lo facciamo, lo facciamo tutti insieme – spiega la mamma – Siamo qui per la seconda dose, abbiamo dovuto aspettare il via libera del medico di famiglia per mia suocera che ha problemi di salute».

I più convinti sono i numerosi anziani, alcuni dei quali in sedia a rotelle. «Per me è la terza dose. Non sono affatto preoccupata, mi fido degli esperti e dei dottori. Ne approfitterò per sottopormi anche all’antinfluenzale», ha dichiarato Vanna Chiesi, 87 anni. Accanto a lei, nel percorso dedicato ai fragili, Elena Gasparini, 49 anni. «Ho un po’ di timore perché ho una patologia che mi trascino da un decennio: ho passato otto polmoniti e mi hanno avvisato che per me non sarà una passeggiata». Ha accompagnato i genitori over 80 un signore di 55 anni. «I miei abitano proprio davanti all’arcispedale, da domani saremmo stati comodissimi allo Spallanzani invece abbiamo avuto l’appuntamento per oggi. Va bene così».