«Basta portare pizze a Brescello Se non hai capito, qui ti spariamo»

L’incontro-shock del dipendente di una pizzeria d’asporto di Boretto raccontato in aula dalla titolare

Tiziano Soresina

reggio emilia. «Le consegne a Brescello delle pizze non devi più farle, qui c’è un’altra pizzeria. Qua non hai capito... che ti spariamo».


Una frase-shock che non si è certo scordata la titolare della pizzeria d’asporto “Magic Pizza” di Boretto, visto lo stato d’agitazione in cui – nel dicembre di quattro anni fa – era rientrato da quella consegna il suo dipendente ritrovatosi agganciato a Brescello da due persone («Abbastanza giovani») mentre recapitava a domicilio delle pizze.

La commerciante è stata sentita ieri mattina come primo testimone nell’udienza di Grimilde – con rito ordinario – legata all’operazione antimafia della Dda di Bologna, esplosa nel giugno 2019 e proprio con Brescello nel mirino. «Il dipendente mi aveva raccontato – ripercorre quella sera la teste, rispondendo alle domande della pm Betarice Ronchi – che mentre si trovava a Brescello al volante della Fiat Panda (ben identificabile, perché con il marchio del locale di Boretto, ndr) era stato bloccato da una macchina bianca messasi di traverso lungo la strada. Pensava volessero un’informazione stradale e aveva abbassato il finestrino, invece...». Ritornato tardi al locale borettese a causa di quel contrattempo, il dipendente aveva pian piano preso coscienza di quanto accadutogli («All’inizio aveva pensato fosse uno scherzo o una bravata, poi se l’era presa»), a tal punto che il giorno dopo aveva cominciato ad informarsi su chi potessero essere le due persone incontrate, arrivando a capire che da pochi mesi era stata aperta una pizzeria a Brescello (al bocciodromo, denominata “Arcipelago Club”). «Anch’io e il mio socio c’eravamo preoccupati dopo quell’episodio ed avevamo detto al dipendente che si poteva evitare di portare le pizze a Brescello, anche perché erano poche. Ma da quella volta non è più successo nulla ed abbiamo continuato a fare le consegne». Per l’accusa le due persone minacciose erano Paolo Grande Aracri (40 anni) e Manuel Conte (30 anni): il primo ha scelto il rito ordinario e, quindi, è ora sotto processo, mentre il secondo – giudicato con rito abbreviato – è stato condannato in primo grado ad oltre 4 anni di reclusione. Per entrambi l’accusa per questa vicenda è di violenza privata con l’aggravante mafiosa. Secondo la Dda la pizzeria brescellese era stata aperta dalla società Magnifica srls di proprietà di Salvatore Grande Aracri. A questa testimonianza voluta dalla pm Ronchi si era in avvio opposto, sul piano tecnico, l’avvocato Antonio Piccolo (codifensore di Francesco Grande Aracri ed altri), ma la Corte è stata di diverso avviso, ammettendo la deposizione. A quel punto qualche domanda è stata posta anche dall’avvocato Piccolo che, subito a ruota, ha avuto nuovamente da ridire quando sulla sedia dei testimoni si è seduto il commissario Saverio Pescatore (Mobile di Bologna) per proseguire il suo racconto-fiume accusatorio. Per il difensore l’esposizione del teste «lede la presunzione di innocenza», mentre per la pm Ronchi e le parti civili si tratta di «una ricostruzione fedele ed oggettiva». Diatriba risolta dal collegio giudicante, rigettando l’istanza difensiva. «Non c’è nessuna stortura – rimarca Giovanni Ghini che presiede la Corte – perché il testimone sta riferendo fatti in contraddittorio». A quel punto il commissario Pescatore è entrato nel merito di alcune operazioni in banca (l’apertura di un conto corrente a cui era stata legata una carta di credito) e in due uffici postali (a Viadana e Crotone, per ottenere altrettante carte postepay) che per gli inquirenti erano fittiziamente intestate ad altri (tre Passafaro, cioè Francesco Paolo, Giuseppe e Pietro classe 1995) perché il vero utilizzatore sarebbe stato il 42enne Salvatore Grande Aracri. E per rafforzare questa ipotesi accusatoria, il commissario ha parlato dell’interesse poi sfumato su un casolare con terreno a Boretto da parte del “Calamaro”, ma attraverso operazioni bancarie riferite ad uno dei tre Passafaro.

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