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Parcheggio selvaggio alla stazione Mediopadana, l’autobus costretto a saltare la fermata

Reggio Emilia, la denuncia dell’autista Alberto Rossi: «Stessa situazione si presenta puntualmente in via Makallè e in via Eritrea»

REGGIO EMILIA. Auto parcheggiate ovunque, anche dove non si potrebbe. Con il risultato che l’autobus della linea 5 ha dovuto saltare la fermata alla stazione Mediopadana. Non solo. Per uscire da quello che era diventato un vicolo cieco, l’autista Alberto Rossi ha anche dovuto compiere una pericolosa e difficile manovra, procedendo per duecento metri in retromarcia con il suo jumbo-bus – uno di quelli doppi, cioè – e rientrare in rotonda con la “coda”, mentre gli agenti della polizia locale bloccavano il traffico.

Tutto questo è avvenuto ieri mattina, quando la Mediopadana – forse anche per la manifestazione organizzata a Roma dai sindacati contro i fascismi, di cui scriviamo alle pagine 2,3 e 5 – è stata presa d’assalto. «Io non so per quale motivo ci fosse così tanta gente e non mi interessa – commenta Rossi, che oltre a essere uno storico autista di Seta, per cui lavora da quasi trent’anni, è anche un rappresentante dei lavoratori della Uil trasporti – fatto sta che mi sono trovato con tutte le auto parcheggiate in curva, dove non potrebbero stare, e mi hanno bloccato il passaggio. Gli altri autobus da 12 metri che sono arrivati prima di me sono riusciti, con manovre delicate, a infilarsi, ma con il mio autobus di 18 metri mi sarei incagliato. Non è accettabile: in questo modo ho dovuto saltare la fermata. E mi chiedo: se fosse successo qualcosa? Se ci fosse stato bisogno di ambulanze o camion dei vigili del fuoco? Anche loro non sarebbero riusciti a passare».


Quando si è trovato davanti alle auto parcheggiate nella corsia che porta proprio davanti alla stazione, Rossi si è fermato e ha chiamato la polizia locale: «Gli agenti sono usciti subito, ma hanno potuto fare poco perché non c’erano cartelli che proibissero la sosta. Anche se quelle persone, per parcheggiare, hanno addirittura spostato i new jersey di plastica bianchi e rossi che erano stati disposti per il cantiere in corso». La polizia locale l’ha quindi aiutato a uscire da quell’imbuto: «Mentre gli agenti bloccavano il traffico sono uscito in retromarcia, occupando lo svincolo da cui ero entrato, e mi sono rimesso in rotonda, poi ho proseguito la corsa dirigendomi alla fermata successiva. Dopo poco, mi hanno detto, è poi arrivato il carroattrezzi per la rimozione delle auto».

Il problema, sottolinea Rossi, è che la noncuranza degli automobilisti si manifesta spesso anche in altri punti della città: «In via Makallè fino a qualche tempo fa auto e furgoni parcheggiavano sulle aree di sosta riservate agli autobus, quelle indicate dalle strisce gialle, poi ho segnalato la cosa al Comune e hanno provveduto a rifare la segnaletica orizzontale, che era sbiadita. Mancano però ancora i cartelli di divieto di sosta con rimozione e quello che indica che l’area è riservata ai mezzi Tpl bus: senza quelli non possono dare le multe. Situazione analoga in via Eritrea, dove le auto parcheggiate rendono difficoltosa la svolta degli autobus che vengono dalla Circonvallazione. Ogni volta rischiamo di danneggiare specchietti e portiere».

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