Nascondeva la cocaina nel contatore del gas Pusher ancora nei guai

Un 32enne arrestato per la seconda volta in dieci mesi Questa volta il giudice dispone la custodia in carcere

Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Nell’intercapedine del contatore del gas nascondeva due etti di cocaina, ma i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Reggio Emilia hanno scovato la droga e smascherato il disoccupato abitante in città.


Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, il 32enne di origine rumena Valentin Lungu è stato accompagnato dietro alle sbarre.

Ieri mattina si è svolta l’udienza di convalida e, in considerazione del fatto che l’uomo era stato arrestato sempre per spaccio pochi mesi fa, il giudice ha stabilito che resterà in carcere.

L’origine dei fatti giovedì scorso intorno alle 13, quando i carabinieri, transitando vicino a via Astico (una laterale di via Emilia all’Angelo), hanno notato uno sconosciuto uscire con fare circospetto da un’abitazione dove i militari sapevano abitare Lungu.

Quest’ultimo era noto ai carabinieri perché era stato arrestato lo scorso mese di marzo per spaccio: in quell’occasione aveva una cinquantina di grammi di cocaina.

Il cliente sconosciuto è riuscito a dileguarsi, ma i carabinieri, a quel punto insospettiti e temendo che lo spacciatore non avesse mai interrotto l’attività, sono andati a far visita al 32enne, sottoposto a perquisizione domiciliare.

L’Arma ha fatto centro: nella scatola che protegge il contatore del gas, situata in cucina, i militari hanno trovato una busta in plastica contenente 102,2 grammi di cocaina, un’altra busta in plastica con 71,8 grammi di cocaina, un bilancino di precisione con evidenti tracce di droga sul piatto di pesata e una busta in plastica con ritagli, si presume utilizzati per il confezionamento di singole dosi di droga.

Lo stupefacente e l’intera attrezzatura sono stati sottoposti a sequestro, insieme ai due telefoni cellulari appartenenti al 32enne e alla somma di 510 euro.

Ieri Lungu è comparso in tribunale per l’udienza di convalida. L’imputato ha rilasciato spontanee dichiarazioni e ha sostanzialmente ammesso i fatti. Il pm Marco Marano ha sostenuto la necessità della detenzione, puntando sulla recidiva, mentre l’avvocato difensore Domenico Noris Bucchi ha chiesto i domiciliari. Il giudice monocratico Simone Medioli Devoto, tenuto conto dei precedenti penali e del precedente specifico di marzo (quando il 32enne era stato subito rilasciato), ha convalidato l’arresto e applicato la misura cautelare. Per termine a difesa la direttissima è stata rinviata al 5 di novembre prossimo.

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