Cittadinanza onoraria all’imprenditore Quintavalli

bibbiano. Nella seduta di consiglio comunale del 30 settembre scorso è stato proposto il conferimento della cittadinanza onoraria all’imprenditore direttore della Olmedo di Ghiardo, Luca Quintavalli. Oggi alle 15.45 al centro sportivo Bedogni di Bibbiano si terrà una breve cerimonia ufficiale, con l’intervento del capo di Gabinetto della Regione Emilia-Romagna, con delega allo sport, Giammaria Manghi, e della consigliera regionale Stefania Bondavalli. A seguire una partita amichevole tra la formazione “special” del Bibbiano-SanPolo e la Reggiana Quarta categoria.

La delibera è stata votata all’unanimità dai consiglieri raccogliendo entusiasmo.


«Del resto, abbiamo avuto il piacere di conoscerlo e di apprezzarne qualità e valori, non solo dell’imprenditore, ma dell’uomo» scrivono in una nota il sindaco Andrea Carletti e Matteo Curti, assessore con delega allo Sport.

«Luca è ed è sempre stato disponibile, attento, presente per sua la comunità, i successi della sua azienda non gli hanno mai fatto perdere il legame profondo e sincero con la sua terra e la sua gente. Ha sempre affrontato le sfide dando tutto se stesso, con grande capacità, impegno, spirito di sacrificio ma anche con tanto entusiasmo e tantissima umiltà – ricordano –. Come la sera del 31 luglio 2018 quando, insieme ad altri imprenditori, è stato determinante per salvare un pezzo importante della storia di Reggio Emilia. Una storia fatta di legami, impegno, serietà, radici e tradizioni. Una storia che unisce e si tramanda di padre in figlio e che rischiava di andare perduta. Una storia che si chiama Ac Reggiana 1919». «Quando ha accettato di assumere la presidenza della società, chi lo conosceva non aveva dubbi che, prima o poi, ancora, i risultati sarebbero arrivati. Anche in questo caso, ha corso contro il tempo, contribuendo prima al ritorno nel calcio professionistico e, l’anno successivo, al raggiungimento di un traguardo storico, il ritorno in serie B, che i reggiani attendevano da 21 anni. Poi, coerentemente con quanto aveva sempre sostenuto, quando gli è stato chiesto ha fatto un passo indietro, rinunciando alla presidenza della società in un momento di grande entusiasmo collettivo, dimostrando grande coerenza e serietà. Ma soprattutto un sincero, grande, amore per la Reggiana – sottolineano –. I comportamenti e i valori che hanno sempre guidato il suo agire, nel lavoro come nello sport, rappresentano un valido, brillante, esempio. La sua è una testimonianza preziosa, anche nella sua opera di sostegno allo sport “special”, giocato e praticato da atleti diversamente abili, o meglio: speciali».

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