Reggio Emilia, in Comune solo in 5 senza green pass su 1.350

Nessun problema rilevante in Provincia secondo i controlli Dal pubblico al privato solo casi isolati e nessuno stop

REGGIO EMILIA. Il primo giorno di Green Pass obbligatorio con obbligo di controllo in ogni luogo di lavoro è passato piuttosto liscio a Reggio Emilia, città che, oltre ad avere una percentuale di vaccinati superiore alla media nazionale, si contraddistingue pure per il carattere ligio al dovere dei suoi cittadini.

Il banco di prova è stato senza intoppi alla Provincia. Sul centinaio di controlli effettuati fino alle 14 ai due accessi della sede principale a Palazzo Allende e di quella distaccata in corso Garibaldi 26, tutti i dipendenti sono infatti risultati in regola rispetto al Decreto legge 127/21 e ai vari provvedimenti che hanno reso obbligatoria da ieri, per il lavoro pubblico e privato, la certificazione di vaccinazione Covid-19. Le verifiche, oltre ai dipendenti che hanno in massima parte timbrato tra le 7.30 e le 9, hanno interessato anche tutti coloro che per ragioni di lavoro sono entrati nelle due strutture della Provincia, tranne gli utenti. Nel numero delle verifiche effettuate, che non hanno comportato code o ritardi nell’inizio del lavoro, non sono rientrati ovviamente i dipendenti in servizio all’esterno (come gli operatori stradali), quelli assenti per varie ragioni (malattia, ferie, permessi) e coloro che erano operativi in smart working, non svolgendo attività di sportello o di ricevimento degli utenti.

«Cinque dipendenti, al controllo in ingresso, sono risultati rossi, perciò sono stati respinti e ritenuti assenti ingiustificati: questo sul totale, comprese le scuole, quindi 1.350 persone. Nessun servizio ha patito eventuali assenze», ha spiegato invece Maurizio Battini, direttore generale del Comune di Reggio. A parte i dipendenti muniti di green pass regolarmente entrati si è registrata una percentuale, leggermente superiore alla media, di dipendenti in malattia o in ferie. Tuttavia, secondo l’ente di piazza Prampolini, questa “fetta” potrà essere quantificata e approfondita nelle motivazioni solo la prossima settimana, essendo il venerdì una giornata particolare. Nessuna tensione e numeri bassi, «perfino più bassi di quanto ci aspettavamo», alla Kohler, una delle aziende meccaniche di maggiori dimensioni con i suoi 800 dipendenti.

«Abbiamo eseguito un controllo a campione molto ampio (su quattro palazzine) e solo una persona non era in regola, perché è al 14esimo giorno dalla dose di vaccino e avrà il green pass da domani. Per tutti gli altri semaforo verde. Un solo esterno, un fornitore sprovvisto di pass, è rimasto fuori», ha dichiarato Claudio Galli, il direttore Risorse Umane della Kohler nonché vice presidente Unindustria Reggio Emilia e presidente di Aidp (l’associazione italiana direzione personale) dell’Emilia-Romagna.

«A Reggio abbiamo registrato assenze bassissime, che si contano sulle dita di una mano: molto meno delle mie aspettative, che pure non erano pessimiste. Forse anche l’eco mediatica ha scoraggiato. Temevo che si verificasse qualche situazione borderline, invece è andata molto bene. Secondo la chat di Aidp c’è stata più conflittualità in Veneto, dove alcune persone hanno diffidato l’azienda e altre che hanno minacciato di stare a casa fino a fine dicembre».

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