«Chi controlla il controllore? Ce la faremo col buon senso»

Il prefetto Rolli in vista dell’obbligo Green pass che scatta oggi per i lavoratori «I datori di lavoro sono tenuti alla verifica. Chi non lo fa rischia multe salate»  

REGGIO EMILIA. «Chi controllerà la verifica del green pass? Ogni datore di lavoro. Non è prevista una verifica superiore». Così Iolanda Rolli, prefetto di Reggio Emilia, ha risposto all’interrogativo che circola in qualsiasi ambiente di lavoro nella giornata di entrata in vigore dell’obbligo del green pass.

In teoria spetterà all’Ispettorato del lavoro e all’Ausl controllare i controllori e spetterà alla prefettura irrogare le multe (da 600 a 1.500 euro) ai trasgressori, ma il prefetto ha sorvolato sull’argomento e si è appellato al buonsenso dei reggiani: «Ce la faremo».


Occorre attenersi al comma 5 dell’art. 9-quinques del Decreto legge numero 52 del 2021: «I datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni in ordine al possesso e all’esibizione della certificazione verde, da parte del lavoratore, quale condizione di accesso al luogo di lavoro ai fini dello svolgimento della prestazione lavorativa».

E ancora: «I datori di lavoro sono tenuti, direttamente o attraverso delegati, a definire entro oggi, nell’ambito della propria autonomia, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche sul possesso del green pass che riguarderanno, oltre al personale dipendente, qualunque altro soggetto che accede alla struttura per lo svolgimento di un’attività propria o per conto del proprio datore di lavoro (servizi di pulizia, rifornimento dei distributori automatici di generi di consumo...)», dove si ribadisce l’obbligo del doppio controllo, sui propri dipendenti e su quelli di altre ditte che accedono alla sede. «Il datore di lavoro, con un proprio provvedimento o atto formale, può delegare: individuare l’addetto (e i sostituti in caso di assenza del primo) che avrà l’incarico di verificare – ha proseguito il prefetto – Anche noi ci stiamo orientando sulla delega ai dirigenti, così come le forze di polizia. In prefettura non sono pervenute richieste particolari, perlomeno nulla che non trovi risposta nel linee guida o nelle circolari arrivate dall’amministrazione centrale». Inoltre «occorre seguire le linee guida del Presidente del Consiglio dei ministri (datate 12 ottobre 2021) che forniscono tutte le indicazioni per l’applicazione omogenea delle misure di controllo e che chiariscono come l’accertamento può essere svolto, a tappeto o a campione, all’accesso della struttura, con o senza l’ausilio di strumenti automatici, oppure all’interno della sede di lavoro, e suggeriscono di predisporre l’attivazione di più di una modalità di verifica, al fine di poter sopperire ai possibili malfunzionamenti di uno dei sistemi».

Si tratta dell’ampia discrezionalità che fa sì che ognuno proceda in ordine sparso. Ma a chi spetterà controllare il controllore? «È il datore di lavoro il responsabile», ha ribadito la dottoressa Rolli, che vede il bicchiere mezzo pieno. «A Reggio c’è una percentuale elevata di vaccinati, stiamo ricevendo dati confortanti dalle scuole tramite Ufficio scolastico territoriale e Ausl. Non credo che avremo particolari problemi. Ce la faremo. Siamo abituati a gestire situazioni di emergenza, non è questo passaggio che ci può spaventare.È un banco di prova come tanti negli ultimi venti mesi. Ogni giorno è una sfida».

Nel caso in cui i non vaccinati si mettano in malattia o in ferie il prefetto ha ricordato che «la malattia deve essere certificata e può essere verificata tramite le consuete modalità, sia nel pubblico che nel privato. Lo stesso vale per le ferie, che devono essere richieste e concesse in base ai contratti di lavoro di categoria».

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