Reggio Emilia, il calcio piange lo storico portiere Adelmo Iori

Aveva 74 anni, è deceduto per un malore che non gli ha lasciato scampo. Finita la sua carriera da giocatore, per anni è stato allenatore e preparatore

REGGIO EMILIA. Se n’è andato in silenzio, come era nello stile di chi ha vissuto una vita nel calcio da protagonista ma sempre dietro le quinte. Si sono infatti svolti ieri pomeriggio, in forma strettamente privata come aveva desiderato, i funerali di Adelmo Iori, personaggio molto conosciuto nel mondo del calcio dilettantistico, e non solo, degli ultimi quarant’anni.

Classe 1946, avrebbe compiuto 75 anni il prossimo 29 dicembre e godeva di ottima salute. Fisico ancora atletico, girava con la sua bicicletta per la città, non palesando per nulla la sua età. Un malore improvviso lo ha portato via all’affetto della sua amata moglie Eliana, sposata nel 1975, nella loro abitazione di via Cocconi Cervi, martedì pomeriggio. I soccorritori allertati dalla stessa moglie, giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.


Dipendente dell’Act, nella quale per 38 anni ha lavorato come autista di autobus, Adelmo Iori era stato ottimo portiere con trascorsi nelle giovanili del Torino e nella Ternana, società con la quale aveva anche vissuto l’esperienza del professionismo nei primi anni ’60.

Aveva vestito anche le casacche di Cattolica e Guastalla. Baffo e capigliatura biondi (in tanti lo ricordano così anche se da anni i capelli li aveva persi completamente), hanno contraddistinto un periodo sconosciuto ai più, fino alla sua prima esperienza da allenatore nella Scandianese negli anni ’90.

Un triennio trascorso sotto la Rocca, durante la presidenza del presidente Spallanzani nel quale la squadra rossoblù sfiorò la serie D e Iori ricoprì tutti i ruoli, arrivando anche a sostituire Lorenzo Mossini come primo allenatore, in quella che fu la sua unica esperienza da prim’attore. Una lunga militanza anche nella Reggiana come aiuto di William Vecchi nella quale ha forgiato portieri che hanno poi calcato platee importanti quali Armando Pantanelli, Davide Bagnacani, Paolo Pizzoferrato e Daniele Fontana, che fu l’unico tra i suoi allievi a vestire una maglia della Nazionale, seppure a livello giovanile.

L’addio alla società granata (alla quale tuttavia fece ritorno per un breve periodo come preparatore dei portieri delle giovanili) gli aprì le porte al lungo sodalizio con Marco Paganelli a Castellarano, andando a comporre la triade con il preparatore Stefano Medici, che portò la squadra di Ermanno Notolieri prima in serie D e poi a un passo dalla C2.

Dopo quella esperienza, Iori tornò a Scandiano dove ritrovò il tecnico Emore Iemmi, con il quale aveva uno stretto rapporto di amicizia, avendolo avuto come giocatore nella sua prima parte di carriera. Iori, negli anni, ha vestito i colori anche di altre società dilettantistiche quali Pieve Cella, Bibbiano e Sampolese. Innamorato della sua famiglia, Iori aveva la passione degli uccellini esotici che allevava con amore come passatempo. Nella sua bara, gli amati figli Luca e Veronica hanno deposto il gagliardetto della Ternana e la maglia del Torino, squadra della quale era tifoso, oltre a un disegno dell’adorata nipotina Sofia, nel quale si legge “Sei un nonno speciale”.

Perché Adelmo, speciale, lo era davvero. La salma ora è a Modena in attesa della cremazione. Alla famiglia di Adelmo Iori, anche da parte della redazione della Gazzetta di Reggio, porgiamo le più sentite condoglianze.