Parte la corsa al tampone per 40mila non vaccinati

Farmacie prese d’assalto, Capelli (Fcr): «Non ce la facciamo, andate dai privati»

Ambra Prati

REGGIO EMILIA. «Per far fronte alle richieste dovremmo eseguire 153 tamponi al giorno in ogni farmacia. È impossibile, non ce la facciamo. Rivolgo un appello ai reggiani: Fcr non è un servizio rivolto a chi necessita di un tampone ogni 48 ore, i non vaccinati devono rivolgersi ai centri privati specializzati».


È perentorio Andrea Capelli, presidente delle Farmacie comunali riunite, in questi giorni prese d’assalto da una valanga di richieste di tamponi. Con l’avvicinarsi della scadenza del 15 ottobre – quando il green pass diventerà obbligatorio per lavorare – gli “abbonati al tampone” hanno tempestato di telefonate il numero verde e le farmacie comunali, lamentando tempi di attesa di due mesi e l’impossibilità di calendarizzare tamponi per tre mesi.

Capelli, che ieri si è recato alla farmacia di Cella per toccare con mano le difficoltà, ha snocciolato numeri: perché il nodo risiede proprio nell’aspetto quantitativo. «Il Comune di Reggio conta 170mila abitanti, l’8% non è vaccinato: fa 14mila persone, il 60% delle quali lavorano, quindi almeno 8mila persone».

Numeri ancora più imponenti se si guarda al resto della provincia: su una popolazione residente dai 12 anni in su di 473.586 abitanti (dato al 31 dicembre 2020) sono state vaccinate circa 427mila persone. Quindi ci sono oltre 46.500 reggiani non vaccinati, dei quali circa 40mila lavoratori. «Se dovessimo eseguire un tampone ogni due giorni – prosegue Capelli, parlando di Reggio città – significa che dovremmo eseguire 4mila tamponi: diviso le 26 farmacie comunali il totale ammonterebbe a 153 tamponi al giorno per ogni farmacia. Vuol dire un tampone ogni 3 minuti mentre per l’esito servono 15 minuti: non è umanamente possibile, la giornata lavorativa è di otto ore per tutti».

Alle segnalazioni ricevute da La Gazzetta sui tempi biblici Capelli replica: «Confermo che Fcr è sold-out fino a fine ottobre, i nuovi appuntamenti partono da fine novembre. E un singolo cittadino non può prenotare più di un appuntamento per volta. Un altro dato: i cittadini richiedono la disponibilità vicino casa, se c’è posto a Bagno lo vogliono a Cella». Un fenomeno «che mi ha stupito – continua – è constatare come tante persone prenotate non si presentino, facendo perdere tempo prezioso. I richiedenti del tampone ingolfano la normale attività: ci sono malati che hanno bisogno di medicine e questi hanno la precedenza. L’attività principale di Fcr è distribuire farmaci. I 280 commessi e farmacisti eseguono anche tamponi, a turno, ma se dovessi assumere personale per 15 euro a tampone sottrarrei risorse ai servizi sociali del Comune, visto che l’utile di Fcr va lì. Non abbiamo la possibilità di aumentare il personale e non avremmo nemmeno gli spazi sufficienti». Il tampone rapido in farmacia, ha spiegato Capelli, è nato con tutt’altro scopo: «Un anno fa, con la riapertura delle scuole, la Regione ha voluto offrire un servizio dedicato agli studenti e ai loro familiari: un tampone gratis ogni 15 giorni. Poi si è passati alla campagna nazionale, tampone rapido per tutti. Oggi però questo servizio è stato snaturato e non può trovare risposta in farmacia». Di fronte alle proteste, Capelli lancia un appello: «Non avremo mai la capacità di soddisfare tutte le richieste. Il tampone in farmacia serve occasionalmente, gli altri devono rivolgersi ai privati».

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