Reggio Emilia, i 5 Stelle implodono in consiglio. In aula ne rimane soltanto uno

In Sala del Tricolore, dopo il caso della Soragni senza green pass, resta Bertucci. Molti gli addii dall’inizio della consiliatura: prima la Ognibene, ultimo Aguzzoli

REGGIO EMILIA. Alla fine ne rimarrà solo uno. La vita del Movimento 5 stelle nel consiglio comunale reggiano si sta trasformando in una saga da ultimo immortale e, tra fuoriuscite e “no green pass”, il pragmatico e inesorabile Gianni Bertucci è ormai rimasto l’unico esponente pentastellato a sedere in Sala del Tricolore, contro i quattro seggi occupati all’inizio di questa consiliatura.

Un’emorragia cominciata già pochi giorni dopo il voto, con delle dimissioni di spicco. Era fine giugno del 2019 quando la candidata sindaco del Movimento, Rossella Ognibene, dopo la sconfitta elettorale del 26 maggio (con il 14,71 per cento dei consensi) annunciava la rinuncia al suo posto in consiglio comunale, dove sarebbe entrata come capogruppo del M5s.


In poche ore l’avvocato tolse persino ogni riferimento e segno grillino dal suo profilo Facebook, rifiutando di farsi intervistare e motivando la sua decisione con un post sui social: «Ho consegnato la dichiarazione di dimissioni per ragioni che attengono agli obblighi deontologici connessi alla mia professione, obblighi che sono sopravvenuti solo pochi giorni fa». Ragioni che erano da ricollegare al suo ruolo di legale difensore di Federica Anghinolfi, ex responsabile del servizio sociale integrato dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza, all’epoca agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sui presunti affidi illeciti.

Al Movimento 5 Stelle, concludeva la Ognibene, «spetterà proseguire quanto iniziato da oltre dieci anni e lo farà al meglio con i suoi attivisti, rappresentanti e portavoce». Sicuramente non con Cristian Panarari, eletto nella lista del M5s e oggi in Fratelli d’Italia, che subentrò in consiglio al posto della candidata sindaco. La sua esperienza come pentastellato in Sala del tricolore durò un battito di ciglia: i primi di luglio comunicò la decisione di aderire al Gruppo misto dopo una procedura di espulsione dal Movimento avviata a seguito di un suo post sui mondiali di calcio femminili, giudicato sessista. Un’uscita in polemica soprattutto con il più alto esponente reggiano dei Cinque stelle, la vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni: «Non ho ricevuto alcuna telefonata da parte dai colleghi di partito».

Ultima fuoriuscita, fresca di settimana, quella di Fabrizio Aguzzoli, il più votato del suo partito alle comunali. Che ora, con l’ex consigliere Pd Dario De Lucia – anche lui recordman di preferenze – ha fondato il nuovo gruppo “Coalizione civica”. Il fatto che il medico stesse ormai stretto dentro il Movimento era chiaro già da febbraio, quando fu tra i firmatari di un documento sottoscritto da molti attivisti e portavoce reggiani del M5s in cui si definiva «inaccettabile» il governo Draghi.

Infine il capitolo Paola Soragni: è di due giorni fa il suo annuncio a non voler più partecipare “fisicamente” alle sedute del consiglio perché non vaccinata e contraria al green pass. In presenza, dunque, resta solamente Bertucci, attuale capogruppo del Movimento.

«Sono rimasti solo i duri e puri – commenta senza perdersi d’animo – è normale, è cambiato il panorama esterno. Ma noi rimaniamo qui perché alcuni cittadini ci hanno dato fiducia, lavorando con pragmatismo e sul locale. Non è un caso se è stato approvato un 70% di quello che abbiamo proposto».